Next Generation Women

15 ottobre > 28 novembre 2021
In residenza al TEATRO NAZIONALE GENOVA
Teatro Duse e Sala Mercato

GENOVA – La XVII edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile è in programma dal 15 ottobre al 28 novembre 2021 a Genova e Città Metropolitana di Genova con il titolo Next Generation Women. In linea con le iniziative portate avanti dall’ultima edizione del Festival e legate alle tematiche attuali dell’emergenza sanitaria e il suo impatto sul mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo, il Festival ideato e diretto da Consuelo Barilari offre uno spazio di confronto pubblico per dare forza alle nuove linee progettuali di genere in grado di innescare trasformazioni per il piano “next generation” e il rilancio in tempi rapidi e con nuove modalità. La XVII edizione del Festival approfondirà i diversi temi partendo da una rassegna teatrale in residenza al Teatro Nazionale di Genova tutta al femminile, con oltre 20 attrici dalle giovanissime alle più affermate e alcuni degli spettacoli più innovativi della scena nazionale ed internazionale con diverse produzioni e coproduzioni create nella residenza teatrale presso la Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova.

Il Teatro sarà il centro di questo Festival, come punto ideale per una ripartenza sociale e culturale nel Nuovo Rinascimento: dagli spettacoli si snoderanno i temi che attraverseranno il dibattito del Festival e saranno approfonditi nel corso degli altri eventi, con incontri, dibattiti, tavole rotonde, laboratori e approfondimenti ritorno agli spettacoli.

ll Festival dell’Eccellenza al Femminile XVII edizione è promosso dal MIC Ministero della Cultura, con il Patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Regione Liguria, Università di Genova, Università di Padova e Rai Liguria.

Orario spettacoli
Martedì, mercoledì e venerdì inizio ore 20.30 / giovedì e sabato ore 19.30 / domenica ore 16

Biglietti
16 euro, / 11 euro under 30.


15 e 16 ottobre – TEATRO DUSE

TRACES OF ANTIGONE

Novità – di Christina Ouzounidis
uno spettacolo ibrido digitale e fisico, creato online nel periodo del lockdown
regia di Elli Papakonstantinou
Concept & Art Direction Elli Papakonstantinou

Traduzione in greco Margarita Mellberg / Traduzione in inglese Elli Papakonstantinou, Gemma Hansson Carbone, Eirini Dermitzaki / Musiche Nalyssa Green & Katerina Papachristou / Scenografia Myrto Lambrou / Visual Art Advisor Mary Zygouri Movement / Direzione dei movimenti Valia Papachristou / Assistente tecnico Charikleia Petraki, Korina Kotsiri / Trailer Dimitra Mitsaki, Eirini Dermitzaki / Assistente alla regia Ero Lefa / Fotografia FLP Athens, Sophia Manoli

con Nalyssa Green (voce e tastiere) Serafita Grigoriadou, Gemma Hansson Carbone , Valia Papachristou, Katerina Papachristou (voce,tastiere e basso), Sophia Manoli

Prodotto da ODC Ensemble / Elli Papakonstantinou. Supportato dal Ministero della Cultura Greco, dal Consiglio Svedese per le Arti (Kulturrådet), dall’Ambasciata di Svezia ad Atene.

“Tracce di Antigone”, una riedizione dell’antico mito di Antigone, che esplora i temi della violenza di genere e della costruzione del genere, è arrivata come risposta immediata al blocco globale dettato dalla pandemia di coronavirus e alle riflessioni che si stanno sviluppando sul tema della presenza e dell’assenza. Per la prima volta nella storia recente, la reclusione non è più una condizione solo femminile. Eseguito contemporaneamente sia nello spazio reale che in quello virtuale, l’ODC Ensemble esplora un linguaggio performativo completamente nuovo, definito “teatro di isolamento”. Lo spettacolo, scritto dal Christina Ouzounidis e progettato da Elli Papakostantinou, intende sottolineare l’importanza della comunità in tempi di crisi, grazie ad una performance fisica e digitale che permette anche l’interazione del pubblico. Un cast internazionale, interamente al femminile, con donne di diverse età e background artistici: trasparenti ma misteriose; presenti ma assenti; collegate ma isolate; sicure ma incerte. Sono “le Ragazze Assenti” di questa performance, in ricordo di tutte le donne prima di loro.


21 e 22 ottobre – TEATRO DUSE

ARTEMISIA CATERINA IPAZIA…E LE ALTRE

Novità- ARTEMISIA, CATERINA, IPAZIA… E LE ALTRE
con Laura Curino
Progetto e Regia Consuelo Barilari

Adattamento Laura Curino, Patrizia Monaco Dal Testo Del Gruppo Di Scrittura Collettiva Raggi X

Luci e videoscenografie Consuelo Barilari / Impianto Scenico Federico Valente / Editing Video Sara Monteverde / Proiezioni Gianluca De Pasquale / Costumi Francesca Parodi / Direttore Tecnico Fabio Parodi
Produzione Schegge Di Mediterraneo – Festival Dell’eccellenza Al Femminile

Uno spettacolo biopic su Artemisia Gentileschi dove si intrecciano, evocate dalla radiografia del dipinto Santa Caterina d’Alessandria, diversi personaggi femminili, che Laura Curino evoca ed interpreta in un racconto ironico e tagliente: Artemisia Gentileschi, Caterina d’Alessandria, Ipazia, Giovanna d’Arco, Lucrezia, Giuditta. I personaggi e le opere della “pittora” e di altri artisti del ‘500 e ‘600, si muovono in una dimensione narrativa tra arte e teatro e compongono una suggestiva videoscenografia grazie all’utilizzo di grandi video proiezioni. Giuditta che decapita Oloferne, Santa Caterina di Alessandria, Danae di Artemisia, Giuditta e Oloferne di Caravaggio, La scuola di Atene di Raffaello, Il concerto musicale con Apollo e le Muse di Agostino Tassi e Orazio Gentileschi sono solo alcune delle magnifiche opere che dialogano con le parole sulla scena, alternandosi alla narrazione.


16 novembre – SALA MERCATO

LA CHIAVE DELL’ASCENSORE

Ripresa – Testo di Agota Kristof. Traduzione di Elisabetta Rasy

con Anna Paola Vellaccio

Allestimento e regia di Fabrizio Arcuri

Assistente in scena Edoardo De Piccoli / Assistente alla regia Francesca Zerilli

Cura Giulia Basel / Assistente alla produzione Marilisa D’Amico / Foto di scena Roberta Verzella, Tiziano Ionta / Grafica Antonio Stella

Produzione Florian Metateatro – Centro di produzione Teatrale

Una donna tenuta sotto sequestro dal proprio marito che, con l’aiuto di un medico compiacente, infierisce su di lei sottoponendola a orrende mutilazioni. I due uomini arrivano al punto di privarla dell’uso delle gambe e a renderla cieca, e alla donna straziata non rimane altro che la voce per gridare al mondo la sua orribile storia e denunciare i soprusi subiti. È questo il tema dello spettacolo, che porta agli esiti più vertiginosi quell’alterazione delle relazioni che è la volontà di possesso e di sopraffazione dell’altro. Il testo di Agota Kristóf è incalzante e implacabile, e ribalta le apparenze: alla violenza che sembra portare allo stallo e alla sconfitta, la protagonista oppone la sua rivolta basata sulla parola e sulla comunicazione di quel dolore e di quei soprusi. Perdere la voce significa perdere la possibilità di esprimersi più di qualunque altro senso. Allo spettatore non resta che cadere lentamente dentro le maglie di questa tragedia che da favola pian piano svela il suo risvolto fino ad arrivare ad essere baratro, nera testimonianza di tanti soprusi di cui le nostre cronache sono piene.


17 e 18 novembre – SALA MERCATO

FEDRA DIRITTO ALL’AMORE

Ripresa -Testo originale di Eva Cantarella

Con Galatea Ranzi

Regia e immagini Consuelo Barilari

Consulenza drammaturgia ai testi greci Marco Avogadro

Musiche Andrea Nicolini / Voce registrata Marco Avogadro

Luci Liliana Iadeluca / Editor video ed immagini Angela Di Tomaso / Creazione oggetti di scena Paola Ratto / Sarta Umberta Burroni

La canzone finale è di Carmen Consoli

Produzione Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al Femminile

FEDRA DIRITTO ALL’AMORE è uno spettacolo multimediale nato da un lungo lavoro di ricerca sui nuovi linguaggi teatrali. Il testo propone un’attualizzazione del mito ed è il frutto della ricerca sulla figura di Fedra da parte di una delle più importanti studiose del mondo greco romano: Eva Cantarella. Lo spettacolo non è un monologo in senso classico. Video, sonoro e luci portano in scena in una scatola multimediale parti e personaggi della vicenda, in continua interazione con l’attrice, sviluppando il racconto su diversi piani di narrazione. Galatea Ranzi è l’interprete di Fedra, “la luminosa”: consapevole ma tormentata, ribelle e pronta a sfidare la condanna morale della famiglia e della società per la ricerca della libertà. Non c’è predestinazione divina né maledizione in questa nuova Fedra: passione e intelligenza la portano al cambiamento. Bellissima e misteriosa, amata e rispettata, Fedra con la morte rivendica la libertà di amare e diventa simbolo dei diritti e della libertà delle donne.

Alla fine dello spettacolo incontro con Eva Cantarella. 


19 e 20 novembre – SALA MERCATO

LA MAÎTRESSE

Novità – Liberamente tratto da Memorie di una maîtresse americana di Nell Kimball

Riduzione teatrale e regia Gaia Aprea

Con Gaia Aprea

Progetto immagini e allestimento scenico Consuelo Barilari

Produzione Teatro Sannazaro Napoli. Coproduzione Festival dell’Eccellenza al Femminile

Per la prima volta a teatro, Memorie di una Maitresse americana è il racconto in prima persona della vita di Nell Kimball, nata nel 1854 in un “podere di sassi” nell’Illinois e morta in Florida nel 1934. “Cominciai a quindici anni, in una buona casa di Saint Louis, senza nessun’idea; come tutte le puttane molto giovani, il mio solo scopo era sfamarmi e avere qualche bel vestito da mettermi, e son finita tenutaria di bordelli e donna d’affari, ho assunto e comandato ragazze, ho diretto case di lusso. …Comunque, posso dire questo: come non ho mai provato nessun rimorso, così non ho avuto mai nessun rimpianto.” Gaia Aprea porta in scena questo testo unico, che ha dovuto aspettare molto tempo prima di essere pubblicato. Le memorie di Nell Kimball furono regolarmente rifiutate dagli editori per la loro franchezza e la crudezza del linguaggio. Vennero pubblicate solo negli anni ’70 e offrirono anche al movimento femminista un significativo ulteriore spunto al dibattito sulla prostituzione.


21 novembre – SALA MERCATO

AMO DUNQUE SONO

Novità – Da Sibilla Aleramo,

Testo di Alessandra Cenni.

con Viola Graziosi

Voci Graziano Piazza

Ideazione e regia Consuelo Barilari

Produzione Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al Femminile in collaborazione con Enciclopedia delle Donne

Si chiamava Rina Faccio, ma per tutti è stata e sarà per sempre Sibilla Aleramo Nella sua lunga vita ha scritto prevalentemente di se stessa, della propria vita tormentata ma colma di avvenimenti, amanti e personaggi. L’attrice Viola G. in sala di registrazione interpreta la storia della movimentata vita sentimentale di Sibilla Aleramo per un audio libro. Ma le parole si staccano  dal foglio e diventano vita delle due donne che si incontrano, si specchiano, si mettono a confronto. L’amore dell’una che vive oggi si intreccia con le passioni dell’altra, nell’incanto di un incontro che non ha cofinii di tempo, di spazio e di genere. Lo spettacolo non è tratto da un diario, neanche da un romanzo, né da un’autobiografia: potrebbe definirsi un “esercizio di autoanalisi” attraverso l’amore e la descrizione delle più intime e impercettibili sensazioni della passione di una donna, è il biopic su Sibilla Aleramo, dove l’assioma cartesiano della vita è l’Amore.


23 e 24 novembre – SALA MERCATO

LA SCIMMIA

Di e con Giuliana Musso

Liberamente ispirato al racconto Una Relazione per un’Accademia di Franz Kafka

Traduzione e consulenza drammaturgica di Monica Capuani

Musiche originali composte ed eseguite da Giovanna Pezzetta / Movimento a cura di Marta Bevilacqua

Assistente alla regia Eva Geatti / Direzione tecnica Claudio Parrino / Costumi Emmanuela Cossar/ Trucco Alessandra Santanera / Produzione musicale Leo Virgili / Costruzione elementi scenici Michele Bazzana /Assistente alla produzione Miriam Paschini / Foto Adriano Ferrara, Manuela Pellegrini

Produzione La Corte Ospitale / Coproduzione Operaestate Festival Veneto con il sostegno del Teatro Comunale Città di Vicenza (progetto Residenze 2018 – We art 3)

Consulenza scientifica Valeria Vianello Dri, Annamaria Rossetti, Giovanna Bestetti

Un essere per metà scimmia e per metà uomo appare sul palcoscenico. È un vero fenomeno: un animale che parla, canta e balla. Un buffone, un mostro comico. Racconta la sua storia ad un auditorio di illustri Accademici, all’alta società del pensiero e della scienza. Scimmia libera, unica sopravvissuta di una battuta di caccia e poi ingabbiata e torturata, non può fuggire. Per sopravvivere alla violenza sceglie l’adattamento: imita gli umani che l’hanno catturata, impara ad agire e a ragionare come loro. La scimmia dunque deve dimenticare la vita nella foresta e così imparare il nostro linguaggio. Impara ad ignorare l’esperienza, a pensare senza sentire. “La Scimmia” è il racconto di Franz Kafka su una strategia di sopravvivenza che prevede la perdita di sé stessi e del proprio sentire nel corpo. È la descrizione di un’iniziazione inevitabile alle solite vecchie regole del gioco del patriarcato, che impone la rinuncia all’intelligenza del corpo, al sapere dell’esperienza e dell’emozione. Si tratta di una rinuncia drammatica: senza quella voce interiore, integra e autentica, come si può esprimere l’intelligenza empatica così indispensabile alla sopravvivenza del vivente?


25 novembre SALA MERCATO

LA MITE

Di Fëdor Dostoevskij

Adattamento e regia Nicola Zavagli

Con Beatrice Visibelli

Produzione Teatri d’imbarcoUn intenso monologo polifonico sulla violenza domestica, che affronta il rapporto donna/uomo nel suo schema maledetto di vittima e carnefice. Una partitura drammaturgica essenziale che Nicola Zavagli ha tratto dallo straordinario racconto di Fëdor Dostoevskij, per l’appassionata interpretazione di Beatrice Visibelli. Attraverso un originale ribaltamento di ruoli, l’attrice è in scena nella parte del carnefice, provando ad immergersi nei labirinti oscuri della sua mente, con un inedito e sconcertante rovesciamento di prospettive.

Un capolavoro urgente per capire dal profondo il nostro tempo. Ispirato a un caso di cronaca, questo lungo racconto è stato pubblicato dall’autore nel 1876.

“Immaginate un uomo la cui moglie, suicidatasi alcune ore prima gettandosi dalla finestra, sia stesa davanti a lui su un tavolo. L’uomo è sgomento e ancora non gli è riuscito di raccogliere i propri pensieri… Ecco, parla da solo, si racconta la vicenda, la chiarisce da se stesso”. [Dostoevskij]


26 novembre – SALA MERCATO

MUSA E GETTA
Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate)

A cura di Arianna Ninchi e Silvia Siravo (Ponte alle Grazie, 2021)
IL TESTAMENTO – Ritanna Armeni racconta Nadia Krupskaja
con Arianna Ninchi

Allestimento scenico e produzione Schegge di Mediterraneo /Festival dell’Eccellenza al Femminile in collaborazione con Ponte alle Grazie Editrice

Musa e getta è un format al femminile con cui il Festival intende celebrare donne che hanno vissuto accanto a grandi uomini, che hanno vissuto accanto a grandi donne – Lou Andreas-Salomé, Luisa Baccara, Maria Callas, Pamela Des Barres, Zelda Fitzgerald, Rosalind Franklin, Jeanne Hébuterne, Kiki de Montparnasse, Nadia Krupskaja, Amanda Lear, Alene Lee, Dora Maar, Kate Moss, Regine Olsen, Sabina Spielrein – e esaltarne l’arte di ispirare i talenti. Si tratta di un progetto cross mediale, che si articola in ambito editoriale e teatrale. Il punto di partenza è infatti un’antologia al femminile per la casa editrice Ponte alle Grazie: ideata e curata da Arianna Ninchi e Silvia Siravo, “Musa e getta”. Le autrici sono Ritanna Armeni, Angela Bubba, Maria Grazia Calandrone, Elisa Casseri, Claudia Durastanti, Ilaria Gaspari, Lisa Ginzburg, Chiara Lalli, Cristina Marconi, Lorenza Pieri, Laura Pugno, Veronica Raimo, Tea Ranno, Igiaba Scego, Anna Siccardi, Chiara Tagliaferri, e svelano qui altrettante donne meravigliose. Il Festival dell’Eccellenza al Femminile propone uno degli straordinari personaggi descritti nei 16 racconti e monologhi di 16 scrittrici contemporanee. La vita di Nadia Krupskaja, rivoluzionaria e pedagogista russa, moglie di Lenin, diventerà uno spettacolo in forma di monologo interpretato dall’attrice Arianna Ninchi, che è anche una delle curatrici del progetto. “Non ci sono amanti, non ci sono scandali. Voi occidentali vi interessate di stupidi pettegolezzi. Io vi mostro con questo vestito di Nadia Krupskaja, chi era la donna, l’unica amata da Lenin.” [Dal racconto di un viaggio in Russia di Ritanna Armen*

Alla fine dello spettacolo incontro con Ritanna Armeni. 


27 e 28 novembre – SALA MERCATO

THE BLOCK • IL MURO

monologo con Milo Prunotto

regia di Matteo Corradini

Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori (Italo Calvino).

THE BLOCK / IL MURO non è solo la storia di una giocatrice di volley che si prepara a entrare in campo. È la storia dei suoi pensieri nello spogliatoio: lei che è l’ultima a raggiungere le sue compagne. Lei che dialoga con il libro del Qoelet. Lei e i suoi muri, lei e la sua libertà. Lei e la sua identità così preziosa e così complessa, stretta tra i propri desideri e quel che desidera il mondo di lei. Perché i muri che fanno più male non sono quelli del volley, e nemmeno quelli di cemento. La giocatrice gioca, la giocatrice dialoga. Forse con la sua coscienza, forse con una voce che le dice che «C’è un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli». La partita sta per cominciare, è ora di scendere in campo. O andare in scena: tanto, che differenza c’è?

www.eccellenzalfemminile.it

www.teatronazionalegenova.it

Social

180FansMi piace

Pubblicità

Articoli più visti