Recupero del patrimonio edilizio agricolo e terreni Comune di Riomaggiore

Una proposta della lista civica Insieme.

RIOMAGGIORE – «Fin dal 2017 si parla della predisposizione di un unico piano urbanistico per i comuni delle Cinque Terre, che ne è di quella proposta? Uno dei temi che mi sta più a cuore è proprio la valorizzazione e la natura del patrimonio edilizio agricolo, quale testimonianza dell’economia rurale tradizionale. Proponiamo quindi il riconoscimento di “abitazioni tipiche” per tutti quei fabbricati ove siano riconosciute le peculiarità che hanno fatto la storia dei terrazzamenti e delle nostre coltivazioni, una storia che ancora si trova in alcune realtà recuperate da imprenditori coraggiosi. L’obiettivo è la valorizzazione di zone del nostro comune da tempo trascurate». Così Edoardo Bonanini, candidato sindaco nel Comune di Riomaggiore per la lista civica Insieme, interviene sul tema dei del recupero dei terreni agricoli e dei manufatti edilizi in essi presenti, i cosiddetti “rustici“.

«L’eccezionalità del nostro territorio merita una valutazione approfondita: da una parte i nuclei storici, vincolati specificatamente da tempo, dall’altra il paesaggio dei terrazzamenti plasmato dalla presenza e dal lavoro dell’uomo. L’attuale, se così possiamo definirlo, strumento urbanistico del Comune di Riomaggiore permette interventi incisivi nei centri storici, mentre limita moltissimo quelli da apportare agli edifici rurali disseminati sul resto del territorio. Il Piano Urbanistico Comunale deve invece essere il volano per la gestione e la crescita del nostro territorio, con l’obiettivo di arrivare a uno sviluppo sostenibile fondato su un rapporto equilibrato tra bisogni sociali, attività economica e ambiente». Prosegue Noemi Zolesi, candidata nella lista Insieme, architetto, già responsabile del procedimento paesaggistico presso il Comune di Riomaggiore.

«Oggi abbiamo un patrimonio di manufatti sui quali sono già stati eseguiti interventi di risanamento e adeguamento sanitario, sono di fatto case, ma non classificate ufficialmente come tali e un vasto numero ancora da sistemare – precisa Zolesi – Il riconoscimento della tipicità e del valore storico di questi edifici potrebbe superare quei limiti dettati oggi dalle norme (si pensi ai trulli o ai dammusi), permettendone la residenzialità con l’assunzione dell’obbligo di coltivazione dei terreni circostanti sulla base della superficie. Si arriverebbe così alla sistemazione del nostro territorio in modo più capillare».

«Altro argomento che dovrà affrontare il PUC sarà la necessità di “spalmare” sul territorio le presenze turistiche soprattutto dedite al trekking, che sulle alture non hanno possibilità né di sosta né di ristoro. Gli edifici esistenti in una fascia limitata di distanza dai sentieri potrebbero essere trasformati in piccoli punti di sosta, adeguati con modesti interventi preordinati nelle caratteristiche e nelle dimensioni, con l’obbligo per gli esercenti di mantenere una superficie appropriata di area. Gli obiettivi del nostro PUC punteranno ad azioni che hanno una prospettiva di sviluppo sostenibile, garantendo un governo che orienti e armonizzi le trasformazioni del paesaggio causate dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali e una pianificazione volta al ripristino e alla vivibilità di un territorio famoso in tutto il mondo», conclude il candidato sindaco Bonanini.

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