Matteo Cozzani e Don Maurizio Comparoni, Nessuno screzio tra di noi

PORTOVENERE – Le celebrazioni della Festività di San Venerio, patrono del Golfo della Spezia, che si festeggia il 13 settembre, anche quest’anno si sono svolte in forma ridotta. Tra le limitazioni dovute alla situazione pandemica, anche l’impossibilità si svolgere la processione dei fedeli, che tradizionalmente accompagna la reliquia e la statua del Santo dalla Cattedrale di Cristo Re alla Spezia al Molo Italia e poi via mare a Porto Venere, per raggiungere a terra la Chiesa di San Pietro e poi nuovamente via mare l’Isola del Tino. Questo ha sicuramente suscitato il dispiacere dei fedeli stessi e del parroco di Porto Venere, Don Maurizio Comparoni, che nei giorni scorsi ha espresso sui social il suo disappunto in relazione ad alcuni commenti sulla manifestazione “Palmaria Island”.

È di questa mattina la notizia di contrasti tra il Parroco e l’Amministrazione comunale, notizia che gli attori coinvolti smentiscono categoricamente.

“Con Don Maurizio mai avuto alcuno screzio, anzi. Abbiamo sempre collaborato per il bene della nostra comunità, non ultimo l’allestimento delle illuminazioni artistiche sulla chiesa di Nostra Signora delle Grazie finanziate dal Comune per rendere la festa dell’ 8 settembre ancora più bella e partecipata. Le speculazioni giornalistiche o politiche non intaccheranno il rapporto di collaborazione e profonda stima fra l’Amministrazione comunale e la Parrocchia di Porto Venere.” – dichiara il sindaco, Matteo Cozzani.

Sulla questione, per fugare ogni dubbio interviene il parroco di Porto Venere, Don Maurizio Comparoni: “Leggo con dispiacere sulla stampa di questa mattina di presunte “scintille” tra me e il Comune di Porto Venere. Vorrei sottolineare come da parte dell’amministrazione comunale ci sia sempre stata grande disponibilità e attenzione verso le esigenze delle parrocchia. La mia esternazione era un semplice disappunto per l’impossibilità di celebrare come avrebbe meritato la festività del nostro Santo Patrono del Golfo, San Venerio. Divieto non certo imputabile a disposizioni specifiche dell’amministrazione comunale, ma di altre autorità provinciali.”

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