Elezioni Amministrative | Ameglia, qui ci vuole un manager

Si vota il 3 e 4 ottobre. Tutti e tre i candidati sindaco vogliono una gestione più efficiente del Comune.

AMEGLIA – Ameglia, il Comune con poco più di 4 mila abitanti, va al voto del 3-4 ottobre con tre candidati a sindaco. Sono in lizza Mauro Ciri (Ameglia con Ciri), Umberto Galazzo (Uniti per Ameglia) e Mauro Manzi (Ameglia Civica).

La candidatura di Mauro Ciri, che aspira a raccogliere il testimone dal sindaco uscente del centrodestra Andrea De Ranieri, è l’espressione di una coalizione composta da Lega, Fratelli d’Italia, Cambiamo e Udc.

Umberto Galazzo è sostenuto dal centrosinistra, mentre Mauro Manzi si presenta come candidato senza partiti alle spalle ed è critico sia col centrodestra che col centrosinistra. Forza Italia e Liguria Popolare lo hanno indicato come loro candidato ma Manzi ha declinato la “sponsorizzazione” per non offuscare il carattere civico della sua iniziativa elettorale.

Mauro Ciri il sindaco di Ameglia lo ha già fatto dal 1985 al 1990 e conosce bene il territorio e la macchina amministrativa. “Mettere al centro il cittadino” è la principale priorità del suo programma, che significa potenziare le occasioni di ascolto, registrare critiche, suggerimenti e proposte dei cittadini, e migliorare i servizi. Ciri è consapevole che Ameglia rappresenta un valore simbolico per il centrodestra. Intanto perché è il Comune da cui proviene Giovanni Toti che qui trascorre le vacanze e molti fine-settimana. E poi perché proprio da Ameglia è partita la cavalcata degli arancioni, il partito di Toti. Nel 2014 vinse le amministrative diventando sindaco l’attuale assessore regionale Giacomo Giampedrone e successivamente gli arancioni hanno espugnato la Regione confermandosi cinque anni dopo. E hanno conquistato il comune capoluogo e quello di Sarzana.

Anche Umberto Galazzo ha guidato l’amministrazione di Ameglia per dieci anni. E’ stato sindaco dal 2004 al 2014 e in campagna elettorale ha contestato duramente la gestione degli ultimi anni. Il suo mantra è: dobbiamo tornare ad essere comunità, cioè aprire le porte del Comune secondo lui chiuso alla partecipazione da troppo tempo. E anche per questa chiusura che è stato possibile, a detta di Galazzo, il taglio dei 75 pini a Fiumaretta. Un “vero delitto” secondo lui. Un’altra delle frecce avvelenate il candidato del centrosinistra la scocca sul porticciolo lasciato in mano al gestore e con la graduatoria dei posti barca mai aggiornata.

E a chi pensa (o dice) che, con il centrodestra alla guida dell’amministrazione, Ameglia otterrà più finanziamenti dalla Regione, Galazzo ricorda che il restyling del porticciolo fu realizzato dalla giunta di centrosinistra e finanziato dalla giunta regionale di centrodestra a guida Biasotti. A dimostrazione che il presidente di una Regione – puntualizza Galazzo – non può non essere il presidente di tutti.

Mauro Manzi si accredita come campione della discontinuità rispetto al passato prossimo e remoto. Dice che la giunta De Ranieri negli ultimi sette anni ha fatto disastri ma che nei venti anni precedenti quelle di centrosinistra hanno fatto anche peggio. Ambiente, turismo e gestione manageriale del Comune sono i suoi cavalli di battaglia. Per il Comune, che vuole diventi una casa di vetro, Manzi dice di voler adottare il modello Arsenale militare della Spezia di cui è stato direttore amministrativo. Il modello consisterebbe nel valorizzare le qualità dei singoli dipendenti. Inoltre pensa di aumentare le spiagge libere, valorizzare la sentieristica locale e garantire una più efficace manutenzione della rete fognaria.

Renzo Raffaelli

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