Grazzini-Baldino (FI): Peracchini vende azioni Iren per alimentare la sua campagna elettorale

LA SPEZIA – “Prima ci ha raccontato di aver risanato con grandi sacrifici il bilancio del comune della Spezia, ma oggi aliena parte del patrimonio comunale, rappresentato dalle azioni Iren, per compiere lavori e attività di ordinaria amministrazione. Ci chiediamo se un sindaco e già assessore al bilancio, amministrando, sappia usare il buon senso del padre di famiglia. Perchè, se da un lato vendere quote azionarie di società che hanno distribuito ogni anno centinaia di migliaia di euro di utili ricaduti sulle casse comunali, possa essere necessario per realizzare opere di fondamentale importanza, certo non si coniuga con l’asfalto delle strade e con fare piste per skateboard”. Così Nanni Grazzini, commissario provinciale di Forza Italia, nonché commercialista noto a livello nazionale soprattutto per esperienza di risanamenti aziendali oltre che in ambito di revisione e certificazione di bilancio, e Massimo Baldino Caratozzolo, consigliere comunale del partito del presidente Berlusconi che, per tempo, in commissione bilancio aveva già sollevato pesanti dubbi in merito all’ipotesi di quanto poi determinato dalla giunta Peracchini.

“Sappiamo tutti che le campagne elettorali costano, che i sindaci mediocri usano l’ultimo anno del loro mandato per asfaltare strade, chiudere buche, dare finanziamenti a pioggia, concedere in gratuità immobili comunali, magari a qualcuno che ha predicato la tenuta dell’alleanza di centro destra – chiarisce Baldino – ma a tutto c’è un limite e Peracchini continua a superarlo. Dopo non aver risolta, nei precedenti quattro anni di governo, nessuna delle criticità che sono più volte state segnalate a gran voce dai cittadini in tutti i quartieri della città”.

“Peracchini e Frijia si riempiono la bocca parlando di turismo e poi presentano il centro storico, Via Prione in primis, tutta buche e rattoppi, per non parlare delle strade sempre più dissestate di Fossitermi, La Pieve, Rebocco, Pegazzano, Vignale, con un elenco che potrebbe continuare da est a ovest, da nord a sud, della città” – termina Baldino.

“Capisco che Peracchini voglia fare cassa in ogni modo – precisa Grazzini –  commentando la pioggia di milioni fatta confluire nelle casse comunali in questi ultime settimane: due milioni e 814mila euro per la vendita di un pacchetto di azioni Iren formalizzata nel corso del mese di agosto – ma oltre al tema della modalità con cui entrano i denari, ovvero alienando il patrimonio degli spezzini – il tema è ancor più nelle modalità di spesa, ovvero per la manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi, per i quali i contribuenti già pagano le tasse e dunque non dovrebbe occorrere nessuna alienazione di quote o altri beni comunali, così da dover pagare due volte per la stesso conto.

La vendita del patrimonio comunale, come nel caso delle azioni Iren, che produce utili ma non genera a differenza di altro, alcun costo, è una scelta su cui non possiamo fare più marcia indietro perchè generate grazie all’assorbimento di Acam: scellerati poi sono i sindaci e gli assessori al bilancio che da un lato giustificano il ricorso ai privati per la realizzazione dell’ospedale del Felettino e poi investono soldi pubblici per la Rsa Mazzini che già è affidata ai privati i quali, con una clausola contrattuale di variazione di canone, potrebbero farsi carico della manutenzione generale nel corso dell’appalto spalmando così il costo nel corso degli anni.

Apprendiamo dalla stampa che dopo essersi innamorato del colore arancione di Toti, abbandonando il proprio civismo, il sindaco Peracchini ora ricorre a un numero verde finalizzato alla ricezione delle richieste di manutenzione provenienti dal territorio, con un costo di circa 30.000 euro, quando è noto a tutti che da anni migliaia e migliaia di cittadini hanno atteso invano che l’amministrazione procedesse a svolgere i lavori che gli uffici tecnici conoscono a menadito proprio per le loro segnalazioni.

Dovranno invece chiamare ancora sperando che, da qui alla chiusura della campagna elettorale qualche risposta venga data. Ma stiano certi – concludono Baldino e Grazzini – il prossimo colore di Peracchini sarà il bianco della sua bandiera di resa davanti agli elettori”.

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