Stagione d’oro per il porcino. Boschi affollati nell’Alta Toscana

Coldiretti invita al rispetto dell’ambiente e a non abbandonare rifiuti. 

Boschi affollati ed avvio di stagione d’oro per i funghi nell’alta Toscana dove le piogge hanno favorito le nascite. La stagione della raccolta è decollata, così come gli appassionati speravano e gli esperti prevedevano, sotto i migliori auspici. A fornire un primo bilancio del primo vero weekend di cerca è Coldiretti Massa Carrara che invita però i fungaioli a rispettare la natura raccomandandosi di non gettare rifiuti o sporcizia nel bosco. “
Il bosco non è una discarica. In questo primo weekend molte località sono state prese d’assalto. Il nostro appello va sopratutto ai cercatori della domenica e coloro che colgono l’occasione per una passeggiata nei boschi insieme ad amici e parenti: non abbandonate rifiuti e contribuite a tenere puliti i nostri boschi e le nostre piane. – spiega Francesca Ferrari, Presidente Coldiretti Massa Carrara – Se vedete una cartaccia a terra: portatela a valle e gettatela nell’indifferenziata. Cercate funghi ma con il massimo rispetto per la natura e l’ecosistema”.
L’andamento climatico favorevole delle ultime settimane con intense piogge seguite dal caldo hanno creato le condizioni ottimali per una nascita generosa in particolare a bassa quota. Le previsioni per le prossime settimane sono incoraggianti. Difficile al momento dire se sarà migliore rispetto a quella passata e alle precedenti. Funghi significa per l’economia rurale anche ristorazione tipica e turismo. Sua maestà il porcino, cucinato con la tagliatella, è infatti l’ingrediente più ricercato dai turisti: “Negli agriturismi di Terranostra il fungo è già in tavola. – spiega ancora la Ferrari – La raccolto di questa stagione è indispensabile per garantire la presenza del porcino in tavola per i prossimi mesi. Gran parte del raccolto è infatti destinato alla ristorazione tradizionale che rappresenta una delle principali motivazioni di viaggio per un turista su due. La cucina è il motore del turismo”.
L’attività di ricerca – continua Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri (il limite di raccolta giornaliero per persona è di 3 chilogrammi a testa per turisti o residenti) e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici. Per i meno avventurosi il consiglio è comunque quello di recarsi nei mercati di Campagna Amica dove molto spesso è possibile acquistare anche funghi coltivati.
In questo caso la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, compresi tartufi e funghi spontanei. Una garanzia – continua Coldiretti – per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare. I funghi sono ricchi di proteine e fibre, poco calorici, poveri di sodio e ricchi di potassio e in Italia durante l’anno – conclude Coldiretti – se ne consumano in media circa un chilo a testa.

Social

180FansMi piace

Pubblicità

Articoli più visti