Dal quartiere di Melara un forte appello per dire No al Turbogas

LA SPEZIA – A pochi giorni di distanza dalla manifestazione sotto la Prefettura, il mondo ambientalista fa nuovamente fronte comune per ribadire un no forte e chiaro al progetto di conversione a turbogas dell’impianto della Centrale elettrica spezzina.

Lo fa questa volte a Melara, quartiere simbolo della battaglia contro la presenza della Centrale: già negli anni ’70 si formò un primo comitato che cominciò a battersi contro i fumi che uscivano dalle ciminiere Enel.

Ma lo sguardo dei manifestanti più che al passato è rivolto al futuro. Il momento è decisivo e il mondo ambientalista e i cittadini del quartiere vogliono far sentire con forza la loro voce: l’area della Centrale Enel ha bisogno di una svolta ecologica.

Alberto Balderi, soprannominato il Sindaco di Melara, sottolinea: “La conversione a turbogas della Centrale è una cosa che non si può sentire. Negli anni abbiamo pagato tantissimo come abitanti, adesso è il momento di dire basta a qualunque combustibile fossile.”

Presenti diversi esponenti politici del centrosinistra, tra cui il Consigliere Regionale Roberto Centi (Lista Sansa): “Regione Liguria ha un ruolo decisivo per interdire il progetto di turbogas, l’impegno di assecondare la volontà di quanto espresso dal Consiglio comunale spezzino un impegno da mantenere.”

E una presa di posizione forte e chiara di Regione Liguria contro il progetto di turbogas è ritenuta davvero fondamentale per gli sviluppi della vicenda.

Stefano Sarti (Legambiente) è perentorio: “Questa piazza, i manifestanti di questo pomeriggio, si ritroveranno sotto il Palazzo della regione il prossimo 19 ottobre. E’ necessario in modo assoluto che la Regione esprima non solo a parole, ma con atti concreti, il proprio no all’intesa con il governo sul turbogas.”

Vimal Carlo Gabbiani

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