Stagione di Prosa 2021/22, 10 spettacoli fra grandi temi e leggerezza

Eros Pagni, Rocco Papaleo, RezzaMastrella, Cochi Ponzoni ed Elio tra i nomi di spicco. 

LA SPEZIA – La normalità è tornare alla qualità. Riparte con questo obiettivo il cartellone della Stagione di Prosa 2021/2022 del Teatro Civico della Spezia, presentato stamane durante la conferenza stampa all’Urban Center. Erano presenti il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, il Direttore dell’Area II Servizi Culturali Massimiliano Curletto e i membri della Commissione di Direzione Artistica del Teatro Civico Alessandro Maggi (Presidente) e Matteo Taranto (Vice Presidente).

Dopo un periodo alquanto complesso e pieno di incertezze, con la responsabilità di avere grande attenzione per un pubblico che in questi anni ha sempre dimostrato autentico interesse per le proposte inserite nella programmazione, il Teatro Civico riapre con un cartellone eccellente e pieno di grandi interpreti: un’offerta che mescola grandi temi e leggerezza, sorriso e riflessione, senso comico e intensità drammatica, con titoli e artisti che mettono in evidenza ancora una volta quanto unica e fondamentale sia la funzione del Teatro per una città sempre più sensibile al richiamo della cultura e dell’arte.

Un Teatro che non si è mai fermato, continuando a lavorare per far crescere le sue possibilità, dopo gli ottimi risultati raggiunti prima della pausa forzata. In tal senso, un momento significativo della stagione annunciata sarà la prima coproduzione del Civico, che debutterà proprio sul palcoscenico spezzino all’inizio del 2022: un ulteriore segno di evoluzione per un teatro a tutto tondo che non si espliciti nell’essere semplicemente contenitore, ma miri a divenire anche promotore e artefice di fatti teatrali.

“La grande bellezza del Teatro Civico continua a stupire con una stagione 2021/2022 che lascerà gli abbonati storici senza fiato – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini – dopo l’assenza di pubblico causato dalla pandemia, il Teatro Civico invita tutta la cittadinanza a tornare, in sicurezza, agli spettacoli per una grande stagione che vuole meravigliare gli abbonati storici e avvicinare al teatro tutta la cittadinanza. Nomi di altissimo profilo in un cartellone molto eterogeneo com’è lo spirito del Civico: l’auspicio è che si torni a riempire i teatri, luoghi di riflessione e incontro, e che dalla Spezia parta un impulso nuovo per tutta la cultura. Il Civico non si è mai fermato, lo ribadisco: abbiamo aperto le porte a tutte le associazioni con una call per garantire loro laboratori gratuiti, abbiamo portato avanti la prima produzione teatrale originale del Civico che debutterà il 22 e il 23 ottobre il cui spettacolo sarà portato in tutta Italia, abbiamo avuto il teatro estivo in Piazza Europa che ha riscosso un grande successo e abbiamo inaugurato Libriamoci con Alessandro d’Avenia che ha fatto sold out. E’ palpabile il desiderio di riappropriarsi dei luoghi di cultura, di tornare a teatro, al cinema, ai concerti e come Amministrazione abbiamo il dovere di offrire e promuovere al massimo tutte queste occasioni di incontro. Oggi lo facciamo presentando una stagione che non ha nulla da invidiare ai più grandi teatri italiani e ci candidiamo ad esserlo. Un ringraziamento alla Commissione del Teatro e a tutti gli uffici per il grande lavoro che stanno portando avanti.”

La Stagione di Prosa partirà dunque mercoledì 10 novembre (con repliche giovedì 11 e venerdì 12) con un grande nome del teatro Italiano che dà lustro alla Spezia, sua città natale: Eros Pagni, protagonista de La notte dell’Innominato, da Alessandro Manzoni, regia e adattamento di Daniele Salvo, con Simone Ciampi, Gianluigi Fogacci, Valentina Violo. Una produzione firmata dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro de Gli Incamminati con il sostegno di Next 2020.

Quella dell’Innominato è una notte infinita, interminabile, la notte dell’arrivo di Lucia al castello. I due protagonisti di questo straordinario viaggio mentale, ideato dal Manzoni nel suo capolavoro e riscritto oggi per la scena, si muovono in questa notte che sembra perenne. L’Innominato fa i conti con sé stesso, con la sua mancanza di fede, la sua ambizione, la sua finitezza. Questa notte eterna, vera protagonista del testo, avvolge tutti i personaggi, li rende incerti, ansiosi, fragili, muta le loro convinzioni, li spinge a compiere azioni impensabili.

Il cartellone prosegue venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 novembre con Furore, tratto  dall’omonimo romanzo di John Steinbeck , che vede protagonista Massimo Popolizio, un altro grande interprete del teatro italiano. L’adattamento è curato da Emanuele Trevi, con musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio. Una produzione della Compagnia Umberto Orsini, Teatro di Roma-Teatro Nazionale. Quello a cui lo spettatore assiste è il racconto di come John Steinbeck trasformò in grande letteratura una decisiva esperienza giornalistica, umana e politica: il racconto delle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti, che Steinbeck descrisse nell’estate del 1936 in una serie di articoli per il San Francisco News.

Venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 dicembre sarà di scena Arturo Cirillo, regista e interprete principale di Orgoglio e pregiudizio, la prima versione teatrale italiana del celebre romanzo di Jane Austen adattato da Antonio Piccolo. La produzione è di MARCHE TEATRO / Teatro di Napoli-Teatro Nazionale. Fra gli altri interpreti Valentina Picello e Francesco Petruzzelli.

Fra le ragioni principali che hanno spinto Cirillo a mettere in scena il romanzo di Jane Austen c’è l’ironia della scrittrice, il suo sguardo acuto ma anche distaccato sui personaggi, molto apprezzati dal regista. Il mondo di Austen, dove apparentemente non accade mai nulla di eclatante, in cui ci si conosce danzando e ci si innamora conversando, ci si confida con la propria sorella perché i genitori sono, ognuno a suo modo, prigionieri del proprio narcisismo, non sembra poi così lontano dal nostro;  con tutto il pudore, i turbamenti, le insicurezze, e anche l’orgoglio e i pregiudizi che la giovinezza porta con sé.

La Stagione prosegue a gennaio 2022 con una produzione firmata Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Leoni d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2018) e La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello

Si tratta di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista.

La scenografia è a cura di Flavia Mastrella, scultrice e compagna di lavoro di Rezza, che crea l’habitat della performance rappresentando lo spazio scenico come un ideogramma cinese con un’altalena. Qui Antonio Rezza, performer geniale, dà vita a sketch esilaranti e ad una serie di personaggi surreali, ferocemente comici e al tempo stesso malinconici: tra questi, un sadico padre che spinge il figlio sull’altalena e un operaio precario assordato dal rumore infernale del suo lavoro e dagli strepiti della sua famiglia. Le corde, i teli e i lacci che formano l’ideogramma rappresentano così la gabbia in cui è intrappolata la condizione umana.

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 gennaio Rocco Papaleo sarà il protagonista di Peachum: un’opera da tre soldi, di Fausto Paravidino, che affianca Papaleo sul palco con Federico BrugnoneRomina ColbassoMarianna FolliIris Fusetti e Daniele Natali. La regia  è di Fausto Paravidino. Una produzione del Teatro Stabile di Bolzano e del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

Paravidino è l’autore di un nuovo spettacolo dedicato all’antieroe Peachum, il re dei mendicanti dell’Opera da Tre Soldi di Bertolt Brecht. Peachum è una figura del nostro tempo più ancora che del tempo di Brecht, sostiene il regista. Dipende dal denaro senza neanche prendersi la briga di esserne appassionato. Non è avido. Non ambisce a governare il denaro, è governato dal denaro

Rocco Papaleo e Fausto Paravidino, allo loro prima collaborazione teatrale, interpretano questa nuova epopea al rovescio.

La Stagione inaugura nel febbraio 2022 la prima coproduzione del Teatro Civico della Spezia e Società per Attori: venerdì 11 febbraio (in replica sabato 12 e domenica 13) debutta Le ferite del vento, un testo di Juan Carlos Rubio che vede protagonisti Cochi Ponzoni e Matteo Taranto. La regia è di Alessio Pizzech.

La morte del padre obbliga Davide a farsi carico di tutte le incombenze pendenti. Frugando fra una montagna di carte, il giovane trova, però, qualcosa di inatteso, lettere d’amore indirizzate ad un uomo. Sconcertato dalla scoperta, Davide decide di andare a far visita al presunto amante del padre. L’incontro con questo anziano signore gli darà modo di scoprire verità mai immaginate.

“Un racconto intenso, fatto di emozioni che ci narrano della bellezza e dello stupore quando, fuggendo dagli stereotipi, viene rimesso in gioco il significato delle parole figlio padre“, come sottolinea il regista.

Si prosegue venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 febbraio con uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo: Miracoli metropolitani, con la drammaturgia di Gabriele De Luca e la regia dello stesso De Luca insieme a Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi. Gli interpreti sono Elsa Bossi, Ambra Chiarello, Federico Gatti, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, Aleph Viola.

La vicenda si svolge in una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari, in cui si muovono otto personaggi: uno chef stellato caduto in disgrazia che sogna un impossibile riscatto; sua moglie, ex lavapiatti e instancabile arrampicatrice sociale; il figlio di lei, un 19enne autorecluso da mesi nella propria stanza e ossessionato da un videogame sulla guerra; la madre dello chef, ex brigatista e femminista convinta. A loro si aggiungono poi un aspirante suicida, un carcerato aspirante attore, un professore universitario libanese costretto a fare il rider sottopagato e una misteriosa, aggressiva e buffa lavapiatti etiope, che nasconde un segreto. Miracoli metropolitani è il racconto di una solitudine sociale personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza.

Una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale”.

Mercoledì 9, giovedì 10 e venerdì 11 marzo sul palco del Teatro Civico sarà di scena Sara Bertelà,  protagonista con Anna Della Rosa di Sorelle, testo, messinscena e spazio scenico di Pascal Rambert, che cura anche la regia.

La traduzione italiana è di Chiara Elefante; la produzione è di TPE – Teatro Piemonte Europa e FOG Triennale Milano Performing Arts. Dopo i successi di Clôture de l’amourRépétition (Prova) e Architecture (con cui ha inaugurato il Festival di Avignon nel 2019), il regista e autore francese dirige due attrici molto amate dal pubblico e recentemente applaudite in diverse produzioni TPE: Sara Bertelà (Molière / Il Misantropo, Una specie di Alaska, Niente di me) e Anna Della Rosa (Molière / Il Misantropo, AccabadoraCleopatràs). Lo fa con un grande racconto che pone al centro la resa dei conti tra due sorelle, che lui stesso descrive come: «uno smisurato conflitto tra due donne che tutto separa e tutto riunisce. Una lotta all’ultimo sangue. Parola contro parola. Corpo contro corpo. Per dirsi – attraverso tutta questa violenza – solamente una cosa: l’amore che provano l’una per l’altra.

Mercoledì 23, giovedì 24 e venerdì 25 marzo la Stagione prosegue con una coproduzione firmata Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, di Simon Stephens dal romanzo di Mark Haddon, traduzione di Emanuele Aldrovandi, per la regia di  Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Sul palco Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Ginestra Paladino, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Daniele Fedeli, Davide Lorino, Marco Bonadei, Alessandro Mor

La forza di questa splendida storia con cui Mark Haddon ha dominato le classifiche mondiali non si è esaurita nelle pagine del libro, ma si è propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo testo ha ottenuto a Londra un eccezionale successo di pubblico e ha vinto nel 2013 sette Laurence Olivier Awards (tra cui migliore opera teatrale) per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards. Un successo che Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno saputo rinnovare sulle scene italiane con scelte registiche lontane da quelle iper-tecnologiche dell’edizione inglese, ma capaci di esaltare la qualità della scrittura, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e il lavoro attorale.

Il cartellone si chiude venerdì 1, sabato e domenica 3 aprile con Elio, al secolo Stefano Belisari, leader e fondatore del gruppo Elio e le Storie Tese, che sarà protagonista di Elio  Ci vuole orecchio – Elio canta e recita Enzo Jannacci, per la regia e drammaturgia di Giorgio Gallione e gli arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri. Un omaggio a Enzo Jannacci, il poetastro (come amava definirsi), il cantautore più eccentrico nella storia della canzone italiana scomparso nel 2013.

Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora. Questa la formazione: Seby Burgio (pianoforte), Martino Malacrida (batteria) Pietro Martinelli (basso e contrabbasso), Sophia Tomelleri (sassofono), Giulio Tullio (trombone)

A loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Beppe Viola a Cesare Zavattini, da Franco Loi a Michele Serra, da Umberto Eco a Fo fino a Gadda.

Una coproduzione AGIDI e INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS

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