Levanto, nel convento dell’Annunziata, un quadro del ‘500 firmato Fabrizio Santafede

LEVANTO – Su una collinetta a Nord di Levanto, nel 1449 veniva edificata la chiesa francescana dell’Annunziata, poi ricostruita nel 1615 dopo il crollo di una
navata, mentre altri interventi furono attuati nei successivi secoli, finchè tra il 1980 e il 1992, il complesso venne definitivamente  restaurato e riportato alle originarie forme. Il suo interno è uno scrigno di importanti opere d’arte. Citiamo le tre più importanti:”San Diego che uccide il drago” di Pier Francesco Sacchi, il “Miracolo di San Diego” di Bernardo Strozzi e la “Cena di Emmaus” di Gian Battista Casoni. Tutte ben conservate e protette.

Però, nello scorso mese di maggio, a seguito di un inventario dei beni del convento, il responsabile provinciale dell’Ordine dei Frati Minori, insieme a due architetti, ha scoperto, nell’angolo basso di destra della “pala” raffigurante la “Madonna con Bambino e San Barnardino”, che invoca la protezione celeste su un fanciullo, l’inequivocabile firma “FSF”, attribuibile a Fabrizio Santafade, importante interprete della pittura napoletana tra la seconda metà del ‘500 e i primi anni del ‘600. Sue opere sono attestate al “Metropolitan Museum” di New York, al “Victoria Albert Museum” di Londra, oltre  che a Budapest, Zagabria e Madrid.

Mistero come sia giunta questa “pala” nel convento levantese. Una probabile ricostruzione,  è che nel ‘500 la Famiglia Zattara, che aveva commerciali rapporti ed interessi nel Napoletano abbia fatto dipingere “Cesare Zattara junior” dal Santafede.

Fatto sta che, qualche secolo dopo, nei primi decenni el 1700, la “pala”, venisse trasferita nel “Convento dell’Annunziata” dalla Famiglia Saluzzo, che in epoca più tarda, subentrò agli Zattara nel giuspatronato della cappella di destra della chiesa, dove oggi è ben visibile il quadro del “San Giorgio che uccide il drago”.

Guido Ghersi

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