Avanti tutta capitan Motta. Il coraggio delle proprie idee

LA SPEZIA – Rimanere coerenti ad ogni costo alla propria idea di gioco è un pregio o un difetto?

Sembra riflettere su questo pensiero Thiago Motta al 40 del primo tempo. La Salernitana è appena passata in vantaggio e nell’azione del gol subito Gyasi – schierato terzino per la prima volta in carriera – ha appena mostrato i limiti di un attaccante messo a fare il difensore. Dentro l’area l’italo ghanese non riesce a chiudere su Joel Obi che con una bella sponda serve a Symi una palla d’oro. Il nigeriano dalle lunghissime leve dribbla Provedel con una finta e insacca.

Si chiude così un primo tempo equilibrato, dai ritmi non indiavolati e che ha vissuto di fiammate, con le Aquile che colpiscono anche una traversa al 26° con un colpo di testa di Salcedo.

Il secondo tempo inizia con uno Spezia con il coltello tra i denti. Al 51° una bella ripartenza firmata Salcedo e Kovalenko viene nobilitata da un sinistro di Strelec potente e preciso che non dà scampo al portiere della Salernitana.

Il pareggio è un’infusione di coraggio e di fiducia. Lo Spezia attacca con convinzione e i campani traballano in più di un’occasione. Il Picco spinge forte una squadra che adesso ruba palla, si distende veloce e arriva al tiro con facilità. E’ la dimostrazione che la componente psicologica conta moltissimo, più della tattica.

La rimonta si completa al 76° con un gran destro di Kovalenko che da fuori area la piazza all’incrocio dei pali.
Il resto della partita scorre tranquillo, la Salernitana scompare quasi dal campo e lo Spezia chiude padrona del campo.

Notizie positive da tutti i fronti: dal Picco che può essere veramente un fattore e naturalmente dalla squadra, che ha reagito dopo la brutta prova del Bentegodi.

Mi piace però sottolineare soprattutto il ruolo di Thiago Motta: con la rosa da inizio stagione sempre a ranghi ridotti non è mai arretrato di un millimetro rispetto alla sua idea di calcio. A volte anche forzando le posizioni, adattando, per plasmare una squadra capace sempre di attaccare con almeno cinque uomini.

L’abbraccio – anche fisico – del Picco al suo condottiero alla fine della partita è il giusto tributo ad un Nocchiero che ha tracciato una rotta precisa e non intende deviare nemmeno in mezzo alla tempesta. Avanti tutta.

Vimal Carlo Gabbiani


SPEZIA (4-2-3-1): 94 I. PROVEDEL, 21 SALVADOR FERRER, 15 P. HRISTOV, 43 D. NIKOLAOU, 11 E. GYASI, 25 G. MAGGIORE ©, 8 V. KOVALENKO, 22 J. ANTISTE, 29 E. SALCEDO (74 17 S. PODGOREANU), 44 D. STRELEC (78* 9 R. MANAJ), 18 M\’BALA NZOLA (79° 10 D. VERDE).
Allenatore: THIAGO MOTTA
A disposizione: 77 N. BERTOLA, 76 D. DELORIÈ, 31 A. SHER, 1 J. ZOET, 40 P. ZOVKO,

SALERNITANA (4-3-1-2): 72 V. BELEC, 23 N. GYÖMBÉR (dal 20° 24 W. KECHRIDA), 6 S. STRANDBERG, 31 R. GAGLIOLO, 19 L. RANIERI 84* 21 N. ZORTEA), 2 M. COULIBALY (85° 63 E. VERGANI), 14 F. DI TACCHIO ©, 22 J. OBI, 20 G. KASTANOS (78° 8 A. SCHIAVONE), 25 S. NWANKWO, 11 M. ĐURIĆ (78° 15 C. GONDO).
Allenatore: FABRIZIO CASTORI.
A disposizione: 13 R. AYA, 33 F. DELLI CARRI, 1 V. FIORILLO, 4 P. JAROSZYŃSKI, 12 A. RUSSO,

Marcatori: 39° NWANKWO (Sa), 50° STRELEC (Sp), 76° KOVALENKO (Sp)

Ammoniti: OBI (Sa), GYASI (Sp), RANIERI (Sa), MANAJ (Sp)

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