A proposito della “Centrale ENEL”

LA SPEZIA – In questa legislazione la Provincia della Spezia presenta ben tre politici locali all’interno della compagine di Governo. Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, il Sottosegretario alla Difesa Stefania Pucciarelli e il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Una numerosa compagine, un importante elemento per caratterizzare le scelte determinanti per il futuro del territorio spezzino. Un argomento di scottante attualità riguarda il futuro della “Centrale ENEL” a carbone dedicata ad Eugenio Montale in località Vallegrande, che secondo gli accordi proposte dall’Ente nel giugno 2019 prevede la cessazione dell’utilizzo del carbone e partire dalla fine di quest’anno, dismissione che era già stata annunciata nel 2015 per il 2020.

Ora le istituzioni regionali e locali sembrerebbero aver trovato una sostanziale unità di intenti sul fronte del “No al turbogas”, con il contestuale impegno sul fronte della transizione energetica e dell’industria verde, anche sulla scia delle recenti opportunità di finanziamento offerte dal “Pnnr”. Quanto prima si conosceranno i reali orientamenti degli Enti.

Purtroppo, alla Spezia, in questi giorni si sono verificato un inquietante arrivo in porto di una carboniera per rifornire gli impianti di Vallegrande.

Infatti alla base della prossima riaccensione del carbone ci sarebbe la necessità di riequilibrare sul mercato di una maggiorazione dei prezzi delle materie energetiche. Presto ne sapremo di più.

Il Sottosegretario Costa è stato categorico, La Spezia e l’intero territorio hanno già dato tanto, troppo, pagando un costo molto alto in decessi e patologie dovute all’inquinamento causato dai fumi di anidride solforosa emessa per anni dalla centrale, inoltre con l’utilizzo di una vasta area vitale dal punto di vista economico.

Pertanto il sito andrebbe bonificato ad area verde, fruibile al pubblico. Ci stiamo indirizzando a livello internazionale verso un’economia green e non si spiega questo ritorno al carbone e il mantenimento di una struttura così obsoleta ed inquinante.

La comunità spezzina si è sacrificata per lunghi anni per garantire circa il 3% del fabbisogno energetico nazionale, ora è giunto il momento di dire con forza la parola fine e restituire di diritto questa importante vitale area alla città e al territorio.

Guido Ghersi

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