Articolo 1: “Sbagliata l’ubicazione della Stazione Marittima adibita al traffico delle navi da crociera”

LA SPEZIA – «Articolo 1 non ha pregiudizi aprioristici nei confronti dello sviluppo crocieristico.

Ritiene invece sbagliata, miope e contraria alle esigenze fondamentali dei cittadini la scelta di focalizzare nella prima darsena del porto, a calata Paita, l’ubicazione della Stazione Marittima adibita al traffico delle navi da crociera.

Ci siamo incontrati e confrontati con il Presidente dell’Autorità Portuale, abbiamo studiato con attenzione il Piano Operativo Triennale 2022-2024 che il Presidente Sommariva ci ha fornito.

Abbiamo apprezzato la cortesia e la schiettezza del dirigente portuale e tuttavia non condividiamo le sue scelte sulle modalità di sviluppo all’attività crocieristica. Egli continua ad insistere sull’ipotesi avanzata dalla precedente presidenza. Un’ipotesi sbagliata e discutibile in quanto l’incremento crocieristico potrebbe forse essere perseguito con altre soluzioni da verificare.

Si pensa e ci si adopera per consentire l’attracco simultaneo addirittura di quattro gigantesche navi da crociera nella prima darsena portuale. E’ come immaginare quattro ippopotami che sguazzano nella vasca di Piazza Brin… Ma al di là dell’estetica urbanistica di cui pure bisogna tener conto, vorrà qualcuno spiegarci – sotto il profilo ambientale e sanitario – la congruità di localizzare il traffico crocieristico a calata Paita, cioè nel punto più inquinato di Spezia e dell’intera provincia. Non solo la zona di Viale Italia che costeggia calata Paita, ma tutta la zona retrostante è la zona dove l’inquinamento da traffico, sia di terra che di mare, tocca i suoi massimi livelli.

Gli ossidi di azoto, tipico dell’inquinamento da motori accesi, delle automobili come delle navi, in quella zona sono più incidenti che altrove. I limiti “sanitari” ci dicevano che è “tollerabile” un inquinamento da biossido di azoto di 40 milligrammi a metro cubo d’aria come valore massimo calcolato su base annuale, cioè come media annuale.

La centralina di Via San Cipriano, che misura l’inquinamento, ci dice che in quella zona , come media annuale il biossido di azoto è ben presente con un livello tra i 32 e i 40 . Dunque lì siamo al limite del consentito.

Poi dobbiamo anche segnalare le numerose punte di medie giornaliere ben oltre quota 100, che in qualche giornata hanno superato i 160. Non occorre ricordare che i viventi respirano tutti i santi giorni dell’anno.

Comunque l’analisi dei dati rilevati dalle varie centraline disseminate nei diversi punti della città e della provincia ci dice che in quella specifica zona l’aria è cinque volte “peggiore” di quanto registrato altrove.

Ci pare legittimo e doveroso porci la domanda se proprio lì si doveva prevedere la Stazione delle crociere.Certo, nei limiti di legge dell’inquinamento annuale più o meno, forse non sempre, ci siamo stati in questi anni . Ma le navi da crociera erano due, a volte una sola. .

La domanda che ci poniamo e che poniamo a tutti, soprattutto ai cittadini, riguarda ciò che accadrà quando le navi da crociera diventeranno quattro. Domanda pertinente data la prossimità al limite di legge invalicabile. Con lo stazionamento contemporaneo di tre o quattro navi da crociera aumenterà anche, oltre all’inquinamento direttamente imputabile ad esse, anche quello da traffico veicolare. Sappiamo per certo che aumenterà molto: con decine aggiuntive di pullman turistici, con ulteriori veicoli vari per il rifornimento e l’approvvigionamento di tali enormi navi.

Nel Piano dell’Autorità Portuale su questi problemi , se ben ricordiamo, non abbiamo trovato neppure una parola. In un precedente libretto propagandistico pubblicato all’epoca della Presidente Roncallo ci si consolava, con irridente ipocrisia, parlando delle brezze che caratterizzano la circolazione dei venti nel golfo della Spezia. Facendo finta di non sapere che le brezze per un terzo della giornata soffiano verso la città, per un altro terzo portano l’inquinamento verso Lerici e Portovenerte e , per l’ultimo terzo – all’alba e all’imbrunire, quando le bandiere di afflosciano nelle ore di stasi dovuta all’inversione dei venti, l’inquinamento ristagna dove si produce.

Diamo atto che almeno l’attuale dirigenza sull’argomento venti tace e non ci prende in giro. Parla d’altro, anche positivamente e concretamente essendovi i finanziamenti. Parla soprattutto di elettrificazione delle banchine. Bene, finalmente! Ma l’elettrificazione dei moli non sarà del tutto congrua con quattro gigantesche navi nella prima darsena. Ce ne sarà sempre qualcuna in manovra e quindi, per legge, con le macchine accese ed inquinanti. Inoltre, il, Presidente sa bene che le navi, enormi o piccole, non sono come le automobili in cui giri la chiavetta, accendi il motore e parti subito. Invece i motori di tutte le navi necessariamente si accendono ore prima della manovra di partenza, restando all’ormeggio. E in queste ore si inquinerà , anche con le banchine elettrificate.

Ci si dilunga -in quel rapporto su ipotetici – senza dire quali – combustibili del futuro, quando ciò avverrà. Nell’intanto e per molti anni le navi, anche le più lussuose, usano e useranno combustibili fossili. Quando nei prossimi decenni le flotte cambieranno chi tra noi ancora ci sarà potrà apprezzare il cambiamento. Sono le stesse compagnie di navigazione a dire che sperano di arrivare a zero emissioni non prima di trent’anni. Ma intanto, fra pochi mesi, si dovrebbe dare il via alla costruzione della nuova Stazione Marittima su calata Paita.

Non è solo una scelta improvvida, è anche miope. Non tiene neppure conto delle più recenti novità, di cui peraltro tutti gli organi di informazione hanno ampiamente parlato. All’inizio di questo mese l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le nuove linee guida sui livelli di “tollerabilità” sui limiti dell’inquinamento.

“Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili”l’OMS dice che l’attuale limite di 40milligrammi a metro cubo d’ aria – calcolato su base annua- sia incompatibile con la salvaguardia della salute umana. Pertanto lo riduce da 40 a 10 milligrammi, sempre su base annua. L’OMS aggiunge che la media giornaliera non potrà superare i 25 milligrammi.

Vedremo quale saranno le determinazioni di legge che l’Unione Europea e conseguentemente il Parlamento Italiano vorranno reciprocamente adottare. In ogni caso è impensabile e forse demenziale ritenere che su Viale Italia e calata Paita si possa ulteriormente incrementare quel tipo di inquinamento. Siamo già oggi appena al di sotto di limiti che l’OMS valuta ora scientificamente incompatibili con la salvaguardia della salute.

Ogni incremento certamente prevedibile di inquinamento da ossidi di azoto in quell’area, così come ogni abbassamento dei limiti legge riguardante quel tipo di inquinamento mettono in radicale discussione quella scelta sbagliata di ubicazione della Stazione delle Crociere a calata Paita. La somma di questi due eventi ostativi ci impone di studiare per indicare soluzioni alternative.

Si pensa di poter eludere questo problema?

Questo Consiglio Comunale od il prossimo che fra poco verrà continueranno a tacere sull’argomento? Questo Sindaco della Spezia o il prossimo continueranno a trastullarsi sulla “spiaggia” in calata Paita? Una “spiaggia” inquinata, sotto l’ombra di enormi ed incombenti grattacieli galleggianti. Più alti e sovrastanti della palazzata storica adiacente?

Qualcuno sostiene che siccome la realizzazione della Stazione Crociere prevede anche un finanziamento del PNRR che si aggiunge a quello privato degli armatori italiani ed esteri delle crociere, si debba comunque andare avanti. Ovviamente noi ci auguriamo che nel complesso quasi tutti gli investimenti europei ed italiani siano utili e sostengano una ripresa economica e sociale dell’Italia. Ma certamente l’intervento di cui parliamo è dannoso, sbagliato e altera la salute dei nostri concittadini per la scelta del luogo che si vuole testardamente indicare.

Si vuole forse andare avanti con la politica delle tre scimmie (quella che si tappa gli occhi, l’altra le orecchie, la terza infine che si copre la bocca), avanti fino al disastro? E poi che succede? Spegniamo la centralina di San Cipriano oppure la ricollochiamo lontano in tutt’altra parte della città per far finta di non sapere? Passiamo dalla politica delle scimmiette a quella dello struzzo?

La nostra città ha bisogno di un’altra politica, di donne e uomini migliori di chi oggi la dirige, possibilmente più giovani e più accorti. Sulla Stazione marittima noi riteniamo vi siano soluzioni alternative. Su questo problema ed altri di rilevante impatto sociale così come sulla questione dell’urgenza politica di cambiare questa Giunta Comunale inefficace e subalterna occorre aprire un grande confronto pubblico, con i nostri concittadini e con tutte le forze sociali e democratiche.

E siamo forse già in forte ritardo.»

Per il Coordinamento Prov.le di Articolo 1
Luca Gazzano, Sandro Bertagna, Moreno Veschi, Paolo Putrino

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