Dalla fine del ‘400 un quadro del Braccesco da Levanto è finito a Venezia

LEVANTO – Un “Sant’Andrea” dipinto dal Braccesco, dalla fine del ‘400 è nella “Cà d’Oro” di Venezia. Il quadro si trovava all’interno della trecentesca parrocchiale di Sant’Andrea a Levanto. Era posizionato nella parete destra di chi entra ed è rimasto li per circa un secolo e mezzo. È un “Martirio di Sant’Andrea”, olio su tavola cm.42 x 68 attribuito al pittore Carlo da Milano detto il “Braccesco”. Questa tavoletta occupava la parte centrale della predella della “maestà” eseguita dal noto citato pittore.

Non si conosce la sistemazione del “polittico”, che comunque risulta già messo in opera nel gennaio 1495. Assieme ai “Quattro Dottori della Chiesa” provenienti dallo stesso complesso, faceva parte della collezione Franchetti, ospitata allora, come oggi, nella “Cà d’Oro” di Venezia. Il dipinto raffigura il martirio di Sant’Andrea, così come ce lo narra la “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, domenicano ed arcivescovo di Genova sul finire del XIII sec. Infatti si narra che Sant’Andrea, dopo varie peregrinazioni che l’avevano condotto in Etiopia, si era stabilito in Acaia e qui aveva convertito al cristianesimo una moltitudine di pagani, fra i quali la stessa Massimilla, moglie del proconsole Egea.

L’episodio era raffigurato nello scomparto di sinistra della predella, già appartenente alla dispersa collezione Kress, nel quale compare una donna aureolata, che si volge verso lo spettatore in ispirato atteggiamento al fine della conversione della stessa Massimilla e che, con tutta probabilità, è la stessa donna che vediamo inginocchiata ai piedi della croce di Andrea. L’incantevole frammento paesistico che si scorge sullo sfondo della scena costituisce l’esatta trascrizione del panorama che si gode dal poggio del castello di Levanto, posto alle spalle della chiesa di Sant’Andrea; questa veduta, assieme ad una seconda che si scorge nel laterale con S. Pietro, di privata collezione, costituisce l’inconfutabile prova dell’originaria pertinenza della “maestà” attestata da un paio di documenti datati 1495, alla chiesa levantese dedicata appunto all’apostolo Andrea.

Guido Ghersi

Social

180FansMi piace

Pubblicità

Articoli più visti