AVO: L’albero della ripartenza, simbolo del ritorno ad una vita meno travagliata

LA SPEZIA – Chi transita da via 27 Marzo noterà, proprio sotto il castello di S.Giorgio, un nuovo albero, un ulivo. E’ l’albero della ripartenza, simbolo del ritorno ad una vita meno travagliata di quella che abbiamo dovuto subire un po’ tutti per via del Covid. La messa a dimora dell’ulivo è stata voluta dall’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) della Spezia, in occasione del suo quarantesimo compleanno e della sua voglia di ricominciare

Abituata com’era, prima della pandemia, ad un rapporto diretto con il malato, rapporto fatto di ascolto, dialogo, empatia, condivisione, l’AVO ha sofferto molto del blocco totale scattato a fine febbraio dello scorso anno. Tuttavia, per dare in qualche modo una mano agli altri, alla collettività, l’AVO spezzina ha cominciato, dal maggio scorso, a collaborare per le vaccinazioni all’ex Fitram e ha poi ripreso a fare l’accoglienza al centro antidiabetico di via XXVI Maggio e si prepara a riprendere il suo servizio al polo riabilitativo del Don Gnocchi di via Fontevivo. Anche per il rientro all’ospedale S.Andrea, ritorno per il quale i volontari AVO si sono detti disponibili con gioia, umiltà, entusiasmo amore per il malato, sorriso, sembra avvicinarsi la data del ritorno alla normale attività.
Alla cerimonia “dell’albero della ripartenza”, che si è svolta prima dell’inaugurazione del Parco delle Mura, erano presenti il sindaco Pierluigi Peracchini, la dottoressa Stefania Ariodante, viceprefetto, e la dottoressa Maria Alessandra Massei, direttore sociosanitario della nostra ASL; l’albero è stato benedetto dal delegato del vescovo diocesano Don Francesco Vannini, parroco di piazza Brin.
Oggi, domenica 24 ottobre, è la giornata nazionale dell’AVO, e la Federavo, che a livello nazionale raggruppa tutte le AVO locali, ha coniato per l’occasione uno slogan, “l’albero che resiste rifiorisce”. Anche l’ulivo sotto il castello crescerà, rifiorirà per infonderci fiducia e speranza. Per ricordarci che è bello camminare insieme, guardando al futuro aiutandoci l’un l’altro, con tanto impegno e meno egoismo, aperti alla solidarietà

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