Presentazioni del libro “Il buon tedesco”, dello storico Carlo Greppi

LA SPEZIA – Una grande partecipazione ha contrassegnato le presentazioni alla Spezia, Sarzana e Pugliola del libro dello storico Carlo Greppi “Il buon tedesco”, dedicato a Rudolf Jacobs, il capitano tedesco che, dopo aver disertato per combattere con i partigiani della brigata “Muccini”, morì a Sarzana in uno scontro con i fascisti.

Nella presentazione alla Spezia, tenutasi nell’ambito della rassega “Libriamoci”, Greppi ha dialogato con Patrizia Gallotti dell’ISR La Spezia. A Sarzana e a Pugliola, negli incontri organizzati dalle Sezioni ANPI, dall’ANPPIA Sarzana e dal MaR e patrocinate dai rispettivi Comuni, lo storico torinese ha discusso con Denise Murgia, Nicola Caprioni, Andrea Ranieri, Simonetta Lupi e Giorgio Pagano.

Durante il suo soggiorno spezzino, Carlo Greppi ha inoltre partecipato ad un incontro con un centinaio di studenti e studentesse dell’Istituto Parentucelli – Arzelà di Sarzana, coordinato dal prof. Alessandro Palumbo, che ringraziamo unitamente al corpo docente e alla dirigenza scolastica.

“La figura di Rudolf Jacobs dovrebbe essere nel pantheon civile dell’Europa democratica”, ha sostenuto Greppi. Proveniente dall’alta borghesia di Brema, figlio di un illustre architetto, arrivato sul fronte italiano con la marina militare tedesca aveva assunto una posizione di rilievo nella struttura dell’occupazione nazista in un contesto cruciale quale era l’estremo lembo occidentale della Linea Gotica, e si era contraddistinto per la sua condotta particolarmente clemente e generosa nei confronti della popolazione di Pugliola e di Lerici, e inflessibile nei confronti dei soprusi. Pur avendo già le carte in regola per rivestire un ruolo di spicco anche dopo la fine della guerra anche se questa fosse stata persa dalla Germania nazista, Jacobs maturò la decisione di disertare e di unirsi ai partigiani garibaldini della “Muccini”, operante nelle colline sarzanesi.

“Combattendo con la Resistenza italiana dal settembre del 1944 -ha continuato Greppi- Jacobs si fece così partigiano dell’umanità intera, voltando le spalle alla sua patria per inseguire un altro ideale: quello di un mondo nuovo, da rifare da capo liberandosi definitivamente da ogni forma di nazionalismo”.

Era disposto a tutto, Jacobs, pur di dimostrare che esistevano un’altra Germania, un’altra Europa, un’altra umanità: dopo diverse settimane di lotta clandestina pianificò e guidò un intrepido attacco alla caserma delle Brigate nere sarzanesi, all’albergo Laurina, e nello scontro a fuoco trovò la morte il 3 novembre del 1944. I comandanti partigiani della “Muccini” non volevano che rischiasse, perché erano certi che la Germania e il mondo avrebbero avuto bisogno di persone come lui, quando tutto sarebbe finito. Ma quell’uomo di trent’anni, nonostante avesse una moglie e due figli che poteva sperare di vedere ancora, non esitò a mettersi letteralmente in prima linea contro la cultura del sopruso e della sopraffazione.

“L’esito fu tragico -ha concluso Greppi- ma questa storia ci parla ancora, sebbene questo tema sia da tre quarti di secolo quasi ignorato dalla maggioranza della popolazione europea. Credo che tutti debbano conoscere la storia di Jacobs, quella del suo misterioso attendente austriaco che percorse lo stesso cammino per poi svanire, e quelle delle migliaia di tedeschi e austriaci che, come loro e su ogni fronte, fecero la medesima scelta irreversibile, decidendo di combattere contro i loro connazionali per sconfiggere uno Stato criminale e liberticida e per trovare la via d’uscita definitiva dall’Europa nera dei fascismi. Credo che la memoria pubblica europea debba prendersi la responsabilità di riconoscere questi uomini e questi ragazzi, con le loro umane imperfezioni, per quello che sono stati: eroi dell’umanità – poi dimenticati, o quasi. Ogni luogo da loro percorso, così come Bruxelles e Strasburgo e ogni città d’Europa, dovrebbe avere un monumento, una strada o una piazza che ne onori la memoria, e che ispiri il futuro delle nostre fragili democrazie”.

A Pugliola l’incontro è stato anche l’occasione per ribadire la proposta della Sezione ANPI di Lerici, avanzata un anno fa e rimasta finora senza risposta da parte dell’Amministrazione Comunale, di intitolare la piazza del borgo a Jacobs, che qui visse fino alla diserzione, rispettato da tutti e chiamato “il tedesco buono”.

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