Draghi Presidente del Consiglio e della Repubblica, in un libro era stato previsto

In un libro sedici anni fa Pietro Bernasconi anticipa questa possibilità “due poltrone per uno”

Il political thriller visionario che vide Silvio Berlusconi puntare alla doppia carica e alla riforma presidenziale dello stato. 

La verità talvolta supera la fantasia lo si sa, oggi quello che sedici anni fa l’avvocato internazionalista Pietro Bernasconi ipotizzò per la prima volta in “Due poltrone per uno” (Mursia, pagg. 163, Euro16,50), potrebbe davvero accadere.

In questo fantapolical thriller, dal titolo già di per sé evocativo, c’è tutto: un Capo di Stato forte, Oscar Luigi Scalfaro, al limite del presidenzialismo, che rinviando alle Camere per la seconda volta la stessa legge – la riforma dell’ordinamento giudiziario tanto cara a Silvio Berlusconi e alla maggioranza di centrodestra – di fatto va contro il Capo di Governo e sfida la sovranità popolare; l’ipotesi d’impeachement; la crisi istituzionale e politica; il rischio di una deriva reazionaria e antidemocratica; le dimissioni del Presidente della Repubblica; i sotterfugi di palazzo.

In tale contesto, si muove la mossa che scombina i già allora deboli assetti istituzionali, l’ipotesi cioè della doppia carica come Presidente della Repubblica e del Consiglio di Silvio Berlusconi e non ultima la riforma in senso presidenziale dello Stato. In sottofondo, come una sorta di fil rouge, un misterioso terrorista mediatico minaccia l’impero televisivo del Presidente.

Se è vero che secondo l’articolo 84 della Costituzione “L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con ogni altra carica”, non vi è invece una preclusione costituzionale, quantomeno esplicita, per l’ipotesi opposta e cioè che il Capo del Governo diventi anche Presidente della Repubblica. Da questa provocatoria suggestione l’idea dunque che Silvio Berlusconi potesse ad un certo rivestire le due cariche contemporaneamente.

Il paradosso è che quello che sembrava essere una suggestione letteraria è diventato oggi argomento di riflessioni ed analisi di politologi ed analisti con riferimento al destino prossimo venturo del premier Draghi nel contesto più generale di una rivisitazione della Carta Costituzionale in senso presidenzialistico.

«Finalmente si era giunti al fatidico giorno dell’elezione del nuovo Capo dello Stato!»…«Il Presidente del Consiglio e Letta entrarono a Montecitorio in ritardo e in silenzio. Mentre percorrevano il breve tragitto da Palazzo Chigi al Parlamento, il povero Letta aveva tentato in extremis di dissuaderlo dal continuare, ammonendolo nuovamente sui rischi dell’iniziativa e sulle imboscate che di lì a poco gli allegati gli avrebbero teso. Tutto invano. La mistica del Two chairs for one sembrava esercitare in lui un richiamo quasi primordiale, ancestrale, come un profeta che aveva infine trovato l’illuminazione e l’avrebbe seguita a qualunque costo.»…«Il quorum era superato: Silvio Berlusconi era stato eletto Presidente della Repubblica. Contro Mosè, contro i suoi alleati e le opposizioni, contro ogni aspettativa Silvio era riuscito incredibilmente a essere eletto a Capo dello Stato e lui stesso stentata a capacitarsene…»

Pietro Bernasconi nasce a Como nel 1960. Avvocato internazionalista, inizia la propria attività professionale a Londra, dove risiede per tre anni, per continuare successivamente a Milano, dove è attualmente partner di un importante studio legale internazionale. In precedenza si è occupato anche di media e di televisioni, partecipando alla costituzione di importanti iniziative nel settore. È sposato ed ha quattro figli.

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