In agitazione i lavoratori di Leonardo. Domani sciopero organizzato da Fim, Fiom, Uilm e Rsu

Le segreterie territoriali dicono no alla vendita ad acquirenti stranieri. 

LA SPEZIAE’ scattato lo stato di agitazione dei lavoratori di Leonardo e domani è programmato uno sciopero con manifestazione all’ingresso della fabbrica. Questa mattina le Rsu e le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm hanno detto no alla vendita ad acquirenti stranieri e hanno indetto un’assemblea presso il salone dell’azienda dalle 10,30 alle 11,30 e dalle 14,30 alle 15,30. Ormai da mesi sulla stampa locale che nazionale continua ad essere riportata la notizia di un interessamento di Fincantieri all’acquisizione della B.U. Sistemi Difesa di Leonardo. Per il nostro territorio si tratta del più importante sito produttivo (la ex Oto Melara) che vede tra lavoratori diretti e dell’indotto, più di 1.500 ingressi quotidiani.

«La cessione ad aziende europee del comparto – è detto in una nota delle segreterie territoriali unitarie e delle Rsu – significherebbe la perdita per il nostro Paese di un settore altamente strategico, tra i principali fornitori della Difesa. Cedere un patrimonio tecnologico e strategico comporterebbe la perdita dell’autonomia italiana nel settore difesa, dipendendo completamente da fornitori esteri. C’è inoltre la forte preoccupazione dettata dal fatto che le aziende estere operando totalmente nel settore terrestre, prefigurerebbero uno scenario di forte incertezza sul futuro della BU, che comprende anche i settori navale, underwater e munizionamento e gli stabilimenti di Brescia, Livorno e Pozzuoli oltre a quello della Spezia. Non vorremmo che una possibile acquisizione comporti lo spacchettamento delle attività con un conseguente danno irreversibile per la nostra azienda. Le segreterie territoriali Fim, Fiom e Uilm e la Rsu ritengono che «la BU Sdi debba rimanere italiana  e si opporranno ad ogni ipotesi di cessione ad aziende estere». Pertanto «dicono no ad eventuali spacchettamenti delle attività, e ritengono imprescindibile   il mantenimento in continuità dei quattro siti, dei relativi livelli occupazionali e delle attività presenti». Le segreterie territoriali Fi, Fiom e Uilm e la Rsu proclamano fin da subito lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della BU Sistemi di Difesa. 

Gianluca Tavilla, segretario Fim-Cisl, spiega le ragioni  dell’assemblea e dello sciopero di domani. «Siamo contrari alla cessione verso fabbriche straniere, il nostro è un business strategico che deve rimanere un’eccellenza tutta italiana riconosciuta a livello mondiale. I lavoratori sono pronti a fare sentire la loro voce – spiega Tavilla – e già domani sarà organizzato uno sciopero con manifestazione all’ingresso della fabbrica».  
Gian Paolo Battini

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