Commemorati a Riomaggiore Enzo Fregosi e i Caduti di Nassiryia

RIOMAGGIORE – Stamattina a Riomaggiore, nella Stazione Carabinieri intitolata alla memoria del Sottotenente Enzo Fregosi, in occasione della Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace, ha avuto luogo una raccolta commemorazione della strage di Nassiryia, Il Sottotenente Enzo Fregosi, originario della Spezia, è infatti uno dei dodici militari dell’Arma caduti, assieme ad altri 7 connazionali, nell’attentato condotto il 12 novembre 2003 contro “Base Maestrale”.

La commemorazione si è svolta alla presenza della figlia del militare, Allegra Fregosi Coen Gialli, della sorella Sandra Iride Fregosi, del Sindaco di Riomaggiore, Dott.ssa Fabrizia Pecunia, che ha portato il saluto della cittadinanza, e del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Matteo Gabelloni, che ha portato il proprio personale ricordo dei caduti.

Il Colonnello Gabelloni il giorno dell’attentato si trovava a Nassiryia e fu tra i primi a giungere sul posto. Con le sue parole ha rammentato Enzo Fregosi, incontrato nel piccolo bar della base pochi giorni prima e, raccontando l’immagine di una persona che ispirava serenità, ne ha ricordato il tratto gentile, affabile ed umile, nonostante fosse uno dei fondatori del G.I.S., il reparto dell’Arma specializzato nelle operazioni antiterrorismo e per la liberazione di ostaggi. Enzo Fregosi, già in servizio presso l’allora Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” e poi nel G.I.S., era comandante del Nucleo Carabinieri Antisofisticazioni di Livorno ed aveva partecipato a numerose missioni di pace all’estero; fu insignito di Medaglia d’Oro della Sanità pubblica perché si era prodigato per far arrivare in Iraq medicine ed un’incubatrice per i neonati e di Croce d’Onore con la seguente motivazione:

«Addetto a squadra del Reggimento M.S.U. impegnato in missione a sostegno della martoriata popolazione irachena nell’ambito dell’Operazione “Antica Babilonia”, coraggiosamente consapevole dei gravi rischi ai quali si esponeva, si prodigava per assolvere il proprio delicato incarico con fermezza di intenti, senso del dovere ed altissimo spirito di sacrificio. Il 12 novembre 2003, a seguito di improvviso attacco ad una installazione del Contingente nazionale, veniva mortalmente investito dal devastante scoppio un’ingente quantità di esplosivo, provocato proditoriamente da cellula terroristica suicida, sacrificando così la propria vita ai più sacri valori dell’amor di Patria e dell’onore militare. Chiarissimo esempio di eletta abnegazione ed incondizionata dedizione al dovere.(An Nassiriyah -IRAQ, 12 novembre 2003)».

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