Bando case popolari: servono più case, recuperare subito le 350 pubbliche che sono sfitte

Abbiamo già casi di cittadini che hanno meno di 5 anni di residenza pronti ai ricorsi. 

LA SPEZIA – “Lo abbiamo detto in tutte le sedi possibili immaginabili da almeno un anno: ufficialmente all’Assessore Regionale Scajola, nelle commissioni consiliari del comune della Spezia, in missive e incontri con il Sindaco della Spezia, tramite gli organi di stampa da almeno. In Consiglio Comunale della Spezia, nell’aprile scorso, tutte le opposizioni avevano abbandonato l’aula in segno di protesta contro al nuovo regolamento che prevede l’accesso al bando Erp a chi è resistente da più di 5 anni nel bacino d’utenza. Se ci saranno ritardi nelle assegnazioni è colpa della Regione e del Comune che hanno voluto andare avanti lo stesso a testa bassa, forse per motivi ideologici, ma sicuramente contro una sentenza della Corte Costituzionale.

Dopo anni che unitariamente con Sicet e Uniat chiediamo la pubblicazione del nuovo bando delle case popolari, ora è uscito, ma con una pesante spada di Damocle. La clausola dei 5 anni di residenza infatti è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

La sentenza della Corte è la n°44/2020 che chiarisce: è irragionevole negare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente o non abbia un lavoro nel territorio della Regione da almeno cinque anni. Questo requisito, infatti, non ha alcun nesso con la funzione del servizio pubblico in questione, che è quella di soddisfare l’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di effettivo bisogno.

Inoltre la sentenza n° 9 del 2021 sempre della Corte Costituzionale ha cassato la richiesta rivolta a persone straniere di doversi procurare un documento rilasciato dall’ambasciata o consolato in merito al non possesso di immobili adeguati al proprio nucleo famigliare nel paese di origine. Questa sentenza invece è stata recepita da Regione Liguria: ora nel bando basterà una autocertificazione.

I nostri appelli sulla questione dei 5 anni non sono stati ascoltati e quindi ora dobbiamo darci da fare a tutelare dei principi che la Corte Costituzionale ha ribadito.

L’avvocata Francesca Angelicchio del Foro della Spezia, socia Asgi, asserisce che anche il parere dell’avvocatura civica della Spezia è ineccepibile e che ci sono tutte le condizioni per presentare ricorso per i residenti da meno di 5 anni.

Ricordiamo che il bando Erp è importantissimo e fondamentale per il contrasto al problema casa, ma non bisogna dimenticare che dobbiamo agire su diversi livelli e mettere in campo azioni importanti per contrastare il problema che si è acuito con la pandemia. Il blocco degli sfratti ha mitigato l’emergenza, ma ora c’è bisogno di una riduzione dei canoni concordati, dell’aumento dei contributi per il sostegno all’affitto, di tornare all’aliquota Imu agevolata prima che fosse aumentata dalla Giunta Peracchini; bisogna sensibilizzare gli attuatori del Housing Sociale operanti nella nostra provincia a praticare canoni rientranti all’interno degli accordi territoriali.

Inoltre, bisogna chiedere finanziamenti nel PNRR anche per la nostra città per il recupero di alloggi, anche del demanio militare, e la costruzione di nuove case popolari su terreni già impermeabilizzati. Va fatto in fretta in quanto i fondi -comunque insufficienti- del bando Qualità dell’abitare per la Spezia sono in bilico e se saranno erogati tarderanno molto ad arrivare.

Sono necessarie più case da assegnare e bisogna recuperare subito le circa 350 case sfitte di proprietà pubblica attualmente sfitte.”

Lara Ghiglione, Segretaria Generale Cgil La Spezia
Franco Bravo, Segretario Regionale Sunia
Cristiano Ruggia, Segretario Provinciale Sunia

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