Daniela Menini (Lista Toti Liguria) in relazione al Piano Restart Liguria e al Felettino

GENOVA – “Con l’approvazione del Programma Restart Sanità, Regione Liguria ha ottenuto il risultato di dare risposta al fabbisogno sanitario regionale. – dichiara Daniela Menini, consigliera regionale della Lista Toti Liguria – Un provvedimento provvidenziale e rispondente rispetto alle criticità verificatesi e che ha definito le principali azioni di intervento anche riguardo alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, modulandole secondo le esigenze del territorio”.

“La Giunta Regionale ha successivamente provveduto a fornire le indicazioni e a stanziare le risorse necessarie per garantire che il sistema sanitario regionale potesse erogare il recupero delle prestazioni specialistiche ambulatoriali rimaste inevase a causa del periodo pandemico. – prosegue ancora la consigliera arancione – Per quanto concerne la ASL5 tengo a precisare che, come ribadito dal presidente Giovanni Toti, è prevista una rimodulazione del lavoro per i professionisti sanitari, sia infermieri che tecnici. Un primo check del lavoro verrà fatto nei primi giorni di dicembre per verificare la necessità di effettuare eventuali ulteriori modifiche, in base alle richieste che sono arrivate e alle quali ancora non è stata data risposta”.

“ASL 5, inoltre, ha già provveduto ad assumere personale infermieristico per compensare le figure professionali non più presenti in organico nel corso del 2021. – dice ancora la consigliera della Lista Toti Liguria – In questa ottica di potenziamento nei prossimi mesi verrà assunto del nuovo personale, non finalizzato al progetto Restart, ma inserito in un progetto a più ampio respiro per la ripresa delle normali attività post pandemia”.

“Infine voglio chiudere con un riferimento all’Ospedale Felettino e una precisazione che in questi giorni si è resa necessaria, soprattutto a causa degli interrogativi posti a tal proposito dall’opposizione in Consiglio Regionale. – conclude Menini – Il Piano Economico Finanziario prevede un canone di disponibilità medio annuo di circa 14.8 milioni di euro, a carico di ASL 5, e credo che ora sia chiaro per tutti che non esistano ombre di sorta sul reperimento delle finanze necessarie per coprirlo. Per ottemperare a questa spesa, infatti, verranno utilizzate le risorse derivanti dal riparto del fondo sanitario regionale, i risparmi di gestione derivanti dalla dismissione del Sant’Andrea e della sua eventuale valorizzazione”.

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