Lerici. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne il Castello San Giorgio si tingerà di rosso

Nel mese di dicembre sarà inoltre inaugurato a San Terenzo un “Punto d’ascolto antiviolenza”. 

LERICI – Il Comune di Lerici, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, manifesta la sua vicinanza alle vittime di questo fenomeno tristemente in continua crescita.

Giovedì 25 novembre, il Castello San Giorgio di Lerici si tingerà di rosso, contemporaneamente ai maggiori monumenti architettonici di Italia.

Domenica 28 novembre si svolgerà la tradizionale “camminata per la vita”, “Walk of life”, organizzata dal Comune di Lerici insieme a Telethon: una marcia non competitiva da Castello a Castello, che partirà alle ore 10:00 dalla Marina di San Terenzo e arriverà alle 11.30 circa in Rotonda Vassallo. Parteciperanno alla manifestazione un ricercatore di Telethon, la Scuola di formazione di difesa personale al femminile, protagonista degli otto incontri pratici di difesa personale svolti nell’ambito del Festival della Salute e che hanno coinvolto quarantanove donne, lo psichiatra Leonardo Moretti, che affronterà il tema della violenza psicologica.

Le ballerine dell’associazione ProDanza realizzeranno un video, con il patrocinio del Comune di Lerici, con cui inviare un messaggio di vicinanza alle vittime di questo terribile fenomeno e un invito a guardare con positività al futuro, che è possibile conquistare percorrendo l’unica via d’uscita possibile, quella della denuncia.

Nel mese di dicembre sarà inoltre inaugurato un “Punto d’ascolto antiviolenza”, che troverà la sua sede a San Terenzo, in viale della Vittoria n°4, grazie alla disponibilità del parroco di San Terenzo Don Gualdi. Al Punto saranno presenti psicologhe e avvocati formati grazie alla collaborazione con l’associazione “La Casa delle donne” della Spezia. Il Punto d’ascolto antiviolenza entrerà in rete con la Prefettura, il Comune della Spezia, il comando dei Carabinieri, la Questura e tutte le associazioni presenti nel territorio.

“È obiettivo del Comune di Lerici dare vita, all’ interno del punto d’ascolto, a percorsi di crescita femminile e di formazione – commenta l’assessore alle Politiche sociali, Alessandra Di Sibio -. Vogliamo che ogni forma di violenza presente sul territorio emerga dal sommerso che, come ben sappiamo, rappresenta la fetta più ampia di questo fenomeno”.

Nel 2021 in Italia si conta un femminicidio ogni tre giorni. Tra l’1 gennaio e il 7 novembre di quest’anno, in Italia sono stati registrati 247 omicidi. Di questi, 87 donne sono state uccise in ambito familiare e affettivo e altre 60 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Sul totale degli omicidi volontari, i delitti contro le donne rappresentano il 35% di quelli registrati nel 2019, salendo al 40,5% nel 2020 e, sul totale degli omicidi commessi entro novembre di quest’anno, hanno raggiunto il 41,7% nel 2021.

Le donne vittime di femminicidio sono state 111 nel 2019 e 116 nel 2020.

Dai dati ISTAT, si evince che il numero di denunce rispetto al numero di violenze è molto basso e, infatti, si arriva intorno a meno del 12% nel 2020.

“L’Istituto superiore di statistica ha stimato che si arriva a 7 milioni di donne che hanno vissuto violenza fisica nel corso della vita e a 9 milioni nel caso di violenza psicologica. Se solo il 12% denuncia, significa che non ci sono condizioni per denunciare. Su questo 12% dobbiamo lavorare, perché non possiamo più permetterci di sottovalutare il rischio – aggiunge la Di Sibio -. C’è un sommerso che non è determinato soltanto dalla vittima ma anche da chi sa e non parla. Bisognerebbe avere chiaro che la responsabilità giuridica di chi si macchia di un crimine equivale alla responsabilità morale di chi sapeva ma ha taciuto. I Centri Antiviolenza offrono servizi di tutela legale e sanitaria gratuiti. Questa dolorosa realtà che si ripete, anno dopo anno, conferma che i femminicidi sono un problema strutturale che può essere veramente sconfitto con un salto di qualità nella risposta di protezione nei confronti delle donne che subiscono violenza, con la formazione, con la crescita personale”.

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