Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana”, Progetto Europeo GRITACCESS

LA SPEZIA – Il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia presenta le attività svolte nel corso degli ultimi due anni tese a migliorare la fruibilità del Museo e delle collezioni (esposte e non) e finanziate da Regione Liguria nell’ambito del Progetto Europeo GRITACCESS. Il progetto strategico tematico GRITACCESS si inserisce nel Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, Programma transfrontaliero cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea (CTE).

GRITACCESS è il frutto della collaborazione di 15 partner (tra cui Regione Liguria e Camera di Commercio di Genova) dell’area transfrontaliera con l’intento della creazione di un Grande itinerario tirrenico (GIT) per la sistematizzazione di varie forme di patrimonio culturale di questo vasto territorio come parte di percorsi e itinerari locali. Il progetto è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, dal Conservatore del Museo Etnografico, Giacomo Paolicchi e dall’Assessore regionale Ilaria Cavo collegata via web. Alla conferenza erano presenti anche il Dirigente dei Servizi Culturali Massimiliano Curletto e la dott.ssa Anna Galleano della Camera di Commercio di Genova, collegata in videoconferenza.

“Il Museo Etnografico è uno delle perle nascoste del nostro polo museale che vogliamo valorizzare sempre di più – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini – a parte le mostre di alta qualità e le conferenze a tema promosse in pieno centro città, adesso grazie alle risorse di Regione Liguria diventa un punto di riferimento ancora di più al passo dei tempi. Le più importanti sono senza dubbio due, la realizzazione della app e il recupero delle due figure storiche cittadine, Maìa e Battiston. La app realizzata è riuscita, anche con i video proposti, a collegare il museo con il territorio circostante, realizzati proprio sul territorio andando a rappresentare anche la tipicità della Lunigiana spezzina e quella immediatamente limitrofa della provincia di Massa e Carrara che vede nel museo e nella Spezia i centri più importanti di riferimento. Il recupero poi dei due manichini – conclude il Sindaco –  sono importanti perché riprendono le due figure storiche e tipiche della spezzinità, Maìa e Battiston, che con la cittadinanza anche più anziana hanno ancora oggi un rapporto emotivo e sentimentale. Grazie allora a Regione Liguria per le risorse con le quali abbiamo potuto ancora di più valorizzare il nostro museo.”

“Abbiamo creduto in questo progetto europeo che è importante nella sua progettualità complessiva, ma che va ad avere una ricaduta strategica sui singoli territori con la valorizzazione dei musei etnografici – dichiara l’assessore alla Cultura di Regione Liguria Ilaria Cavo -. Da questa scelta è derivato l’investimento importante che siamo riusciti a fare insieme in questo museo. Ringrazio il Comune e il Sindaco per la progettualità espressa presentando una serie di interventi che sposano il tema della accessibilità da tanti punti di vista: quello della fruizione per il visitatore, quello dell’inclusione con il miglioramento dell’accessibilità, ma anche quello della valorizzazione della parte digitale del sito. Con questi interventi si dà valore alla tradizione, si evidenzia tutto quello che questo museo ha per affacciarsi al futuro in un progetto a cui abbiamo aderito tutti insieme”.

Il Museo Etnografico è stato scelto, sulla base di una proposta presentata dai responsabili del Museo, come uno dei soggetti attuatori del progetto che Regione Liguria ha destinato ai musei e alle esposizioni permanenti etnografici e antropologici.

Gli obiettivi del Museo Etnografico concordati con Regione Liguria sono stati diversi:

– migliorare la fruibilità del patrimonio esposto rinnovando alcuni elementi d’arredo e dando uniformità alla grafica di sala;

– recuperare due supporti espositivi storici e i manufatti loro connessi;

– offrire diversificati strumenti di lettura della cultura materiale e immateriale esposta;

– dotarsi di supporti digitali alla visita;

– creare collegamenti col territorio circostante per far nascere nel visitatore la curiosità di esplorare i dintorni;

– informare il visitatore della complessità e varietà delle collezioni di proprietà del Museo;

– dotarsi di strumenti idonei alla digitalizzazione per la messa in rete dei materiali

Inoltre sono state approntate azioni anche da parte della Camera di Commercio di Genova tra cui l’identificazione di percorsi turistici sul territorio e alcuni strumenti di visita adatti a un pubblico non vedente.

Manutenzione straordinaria di n. 2 supporti espositivi storici e dei reperti tessili su di essi esposti.

L’intervento è consistito nel recupero di due manichini in gesso dipinto realizzati nella prima metà del XX secolo e dei manufatti tessili con cui erano vestiti. I manichini, da sempre considerati una parte integrante dell’allestimento etnografico, non erano utilizzati da più di vent’anni per il pessimo stato in cui versavano. Le precarie condizioni conservative avevano causato il deterioramento degli abiti cuciti loro addosso e facenti parte della Raccolta Podenzana. La manutenzione straordinaria ha permesso il recupero totale di manichini e abiti. La comunità spezzina ha da sempre associato i due manichini al Museo Etnografico. Essi costituiscono un supporto espositivo simbolo di una museografia passata e richiamano la storia del Museo Civico e un periodo importante della sua formazione; inoltre, nell’immaginario comune, sono i ritratti di Batiston e Maìa, due personaggi tradizionali che incarnano lo spirito spezzino. Aver riportato in sala i due manichini vestiti non ha significato solo rendere di nuovo accessibile una parte del patrimonio ma anche riallacciare quel legame sentimentale con la comunità locale che si era bruscamente interrotto anni fa.

Progettazione e allestimento di n. 2 cassettiere, n. 1 espositore da terra, n. 2 pannelli espositivi da muro, n. 1 libreria espositiva.

Ognuno dei pezzi è stato realizzato tenendo conto delle linee e del design dell’arredo già presente in sala. Le nuove cassettiere sono illuminate a led nella parte espositiva superiore che nelle vecchie era costituita da elementi tubolari al neon; i cassetti sono dotati di ammortizzatori che evitano movimenti bruschi nella fase di apertura e chiusura e presentano chiusure di sicurezza. I due pannelli espositivi da muro sono illuminati con led (nei pannelli precedenti non era inserita l’illuminazione) e sono facilmente apribili con una serratura e un’anta frontale (nei pannelli precedenti non vi era la possibilità di apertura). L’espositore da terra è una vetrina dotata di un vano chiuso nella parte inferiore e del vano espositivo nella parte superiore: contiene due ripiani di diversa misura per l’esposizione e l’illuminazione è a led. È dotato di ruote per una più facile movimentazione sia della vetrina che delle opere esposte. La libreria espositiva è stata collocata all’entrata del Museo e sono ivi inserite le pubblicazioni del Museo e quelle che descrivono al meglio il territorio e le sue tradizioni.

Questi nuovi arredi sono stati pensati per una migliore esposizione e conservazione delle opere e una loro migliore visibilità. Inoltre i sistemi di apertura/chiusura e i materiali rendono più facile l’eventuale movimentazione delle opere all’interno da parte del personale scientifico del Museo.

Progettazione, realizzazione e allestimento della nuova grafica di sala

Sono stati approntati: pannelli di sala, schede di approfondimento, didascalie, una postazione per non vedenti.

– pannelli: grafica rinnovata che prevede la presenza di un elemento costante (la tela di jeans) e una immagine esemplificativa del tema trattato nel testo; i caratteri hanno dimensioni e un colore più facilmente leggibili rispetto al passato e pensato per la platea degli ipovedenti; i testi sono scritti in due lingue (italiano e francese)

– schede di sala: in due lingue (italiano e francese), costituiscono un maggiore livello di approfondimento delle tematiche affrontate nei pannelli.

– didascalie: presentano una grafica uniformata ai pannelli e alle schede di sala, sono in italiano e francese (prima di questo intervento le didascalie presenti non avevano una grafica uniforme).

Pannelli, schede di sala e didascalie sono stati pensati per fornire al visitatore le informazioni relative ai manufatti esposti in sala rendendo accessibile la cultura materiale e immateriale di cui sono portatori. Essendo calibrati su diversi livelli di approfondimento, ogni utente potrà scegliere quello migliore per sé in base alle proprie esigenze e al proprio interesse. Essendo stati elaborati con una grafica comune l’apparato comunicativo del Museo diviene armonico e maggiormente identificativo.

Inoltre all’ingresso della sala è stata posizionata una postazione in braille per non vedenti che spiega il contenuto della sala e la sua distribuzione nello spazio.

Progettazione e realizzazione di multimedia per il supporto alla visita e per percorsi sul territorio.

È stata ideata e realizzata una applicazione da mettere a disposizione dei visitatori che lo desiderino: la app è installata su 10 devices mobili, utilizza la tecnologia beacon e qrcode ed è bilingue (inglese e francese). I contenuti della app consistono in testi, immagini e video che approfondiscono e spiegano i manufatti museali esposti e i luoghi da cui provengono. Alcuni oggetti sono profondamente legati al territorio da cui provengono e di cui sono simbolo: la app è lo strumento che meglio di altri segnala i legami dei manufatti con il territorio e il visitatore, una volta fuori dal Museo, sarà incuriosito e invogliato ad andare alla scoperta del territorio circostante.

Oltre alla app è stato realizzato un video conclusivo della visita che informerà l’utente dell’esistenza delle collezioni di etnografia esotica (non esposte al pubblico ma ugualmente molto importanti) che diverranno così accessibili all’interno di un racconto animato basato sui resoconti di viaggio di Giovanni Podenzana scritti negli anni Novanta dell’Ottocento

In considerazione dell’emergenza Covid il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” deve poter promuovere la fruizione virtuale delle collezioni, programmando campagne di digitalizzazione di dati e di documenti. Inoltre il Museo deve garantire l’organizzazione di attività didattiche online. A questo proposito si è provveduto all’acquisto di strumentazioni e apparecchiature idonee.

RINGRAZIAMENTI

Numerose le persone e le associazioni che hanno collaborato, fornendo materiale e mettendo a disposizione volontariamente le proprie competenze e conoscenze.

Il personale dei Musei Civici della Spezia, Cinzia Angiolini, Barbara Campanile, Cristina Castellazzi, Piergiorgio Cavallini, Piero Donati, Anna Fabrizi, Fiammetta Gemmi, Gruppo Terre Alte della Sezione CAI di Sarzana, Barbara e Luca Maffei, Marco Marcone, Alessandra e Monica Picetti, Andrea Varesi, Rossana Vitiello.

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