INTER-SPEZIA 2-0 | Inter troppo forte

Un primo tempo tenuto in equilibrio da uno Spezia arroccato bene in difesa è deciso da una grande parata e da una brillante azione offensiva. La differenza quando giochi contro una grande squadra la fanno la qualità delle singole giocate.

Lo Spezia inizia aspettando basso, con un 5-3-2 corto e compatto. La volontà è quella di creare tanta densità nella zona centrale del campo per costringere l’Inter a far correre la palla in orizzontale e non in verticale, tenendola il più lontano possibile dall’area di rigore bianca.

E’ il progetto inizialmente riesce, l’Inter fatica a penetrare il muro spezzino, tanto che il primo tiro in porta dei nerazzurri giunge solo al 25°.
La partita è bloccata, lo Spezia soffre il giusto, con una difesa piazzata e precisa nelle chiusure e Manaj che a tratti riesce a far respirare la squadra impegnandosi in un corpo a corpo con i pretoriani interisti.

L’Inter però non è una squadra comune, è la candidata numero uno al tricolore, e riesce a far crollare il muro spezzino con una grande giocata corale che mette in luce la qualità della rosa migliore del campionato. Palleggio prolungato sulla trequarti, discesa sulla destra di Brozovic, scarico su Lautaro che con un suntuoso colpo di tacco libera Gagliardini al tiro. Dal limite l’ex fulmina Provedel con un destro a fil di palo.

Ciononostante la prima frazione si chiude con un miracolo di Handanovic che salva su un colpo di testa di Amian, sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Nel secondo tempo l’Inter raddoppia dopo poco su rigore (l’ennesimo fischiato contro lo Spezia) e di lì in avanti la partita scivola via verso la fine, con l’Inter che va spesso vicino alla terza segnatura.

Domenica con il Sassuolo una gara che diventa già fondamentale per la classifica, perché i punti vanno cercati soprattutto al Picco, sfruttando il fattore campo.

La rosa ora è al completo, il tempo degli esperimenti è finito. Per lottare per la salvezza la squadra ha bisogno di un’identità, di una fisionomia ben riconoscibile. Guardando giocare lo Spezia si vede la volontà di costruire l’azione palla a terra contro qualunque avversario – un principio di gioco apprezzabilissimo e coraggioso – ma serve di più. Molto di più.

Vimal Carlo Gabbiani


INTER (3-5-2): 1 S. HANDANOVIČ ©, 33 D. D’AMBROSIO, 37 M. ŠKRINIAR, 32 F. DIMARCO, 2 D. DUMFRIES, 5 R. GAGLIARDINI (87° 22 A. VIDAL), 77 M. BROZOVIĆ (87° 8 M. VECINO), 20 H. ÇALHANOĞLU (69° 12 S. SENSI), 14 I. PERIŠIĆ, 10 LAUTARO MARTÍNEZ (73° 9 E. DŽEKO), 19 J. CORREA (74° 7 A. SÁNCHEZ).
ALLENATORE: Simone Inzaghi.
A DISPOSIZIONE: 23 N. BARELLA, 47 F. CARBONI, 21 A. CORDAZ, 43 F. CORTINOVIS, 97 I. RADU, 46 M. SANGALLI, 48 M. SATRIANO

SPEZIA (4-3-3): 94 I. PROVEDEL, 27 K. AMIAN (46° 21 SALVADOR FERRER), 28 M. ERLIĆ, 15 P. HRISTOV, 14 J. KIWIOR, 8 V. KOVALENKO (65° 25 G. MAGGIORE), 7 J. SALA (64° 6 M. BOURABIA), 13 A. RECA (46° 20 S. BASTONI), 29 E. SALCEDO (69° 10 D. VERDE), 9 R. MANAJ, 11 E. GYASI ©.
ALLENATORE: Thiago Motta.
A DISPOSIZIONE: 22 J. ANTISTE, 19 E. COLLEY, 43 D. NIKOLAOU, 18 M’BALA NZOLA, 44 D. STRELEC, 1 J. ZOET, 40 P. ZOVKO

Ammoniti: MANAJ (S), LAUTARO MARTÍNEZ (I), KIWIOR (S)

Marcatori: 36° GAGLIARDINI, 58° su rigore LAUTARO MARTÍNEZ

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