Qualche dose in più di coraggio

Dopo la gara coraggiosa ma finita male di Bergamo, con il Bologna i bianchi sono sembrati a tratti sin troppo timidi, anche ben fronteggiati da una squadra che pressava alta come quella di Mihajlovic. Ora tocca a tutti dare qualcosa in più, tirare fuori qualche cilindro dal cappello e pure qualche punto inaspettato per non finire nel terzetto pericoloso e restare appesi al treno che tiene fuori dalla zona rossa…

LA SPEZIA – Fa fatica ad essere metabolizzata la sconfitta interna contro il Bologna.
Se è vero che la squadra di Sinisa Mihajlovic ha valori tecnici senz’altro superiori alla rosa a disposizione di Thiago Motta, è vero anche che il “fattore Picco“, contro questi avversari di medio livello è tutto di colpo scemato, preso a cazzotti non solo per quel che concerne il risultato.

Più ancora che in altre partite interne, è emerso evidente quanto diverso sia questo Spezia da quello che, lo scorso anno, aggrediva gli avversari costringendoli a non trovare spazi e misure per le loro giocate.
L’ordine del tecnico italo – brasiliano è fin troppo chiaro, squadra raccolta dietro la linea della palla, esterni offensivi spesso chiamati a un lavoro di rinculo importante per andare a compattare i reparti dopo lo scivolamento del terzino sulla linea dei difensori centrali.

In fase di non possesso, infatti, lo schieramento aquilotto si trasforma ultimamente spesso in un 5-4-1, o 4-5-1, che ha un grande difetto, quello di non riuscire a ribaltare l’azione con azioni di rimessa realmente pericolose, incisive, in grado di bucare i reparti avversari e portare tanti uomini dall’altra parte.
Troppo spesso Nzola, dopo un lancio lungofinisce per restare preda di un’intera retroguardia avversaria, di trovare deserto attorno a sé nonostante compagni di squadra che avrebbero anche gamba, intraprendenza e qualità tecniche per poter far male nell’uno contro uno negli ultimi 25 metri.

I secondi 45 minuti contro il Bologna, sicuramente abile a pressare alto, sono stati l’esempio di come i bianchi abbiano fatto enorme fatica a calpestare in maniera pericolosa la metà campo emiliana, quando i cambi hanno persino “indebolito” e alleggerito una squadra che avrebbe avuto bisogno forse di maggiore fisicità, di una variante tattica in grado di apportare una scossa, di obbligare gli ospiti a rivedere uno spartito nel quale parevano muoversi con fin troppa disinvoltura.

Ma, soprattutto, era il momento di accompagnare maggiormente Nzola, privo di aiuti anche nei restanti 10 minuti che sono seguiti al rigore di Arnautovic, quando ancora Salcedo si preoccupava di rinculare quasi sulla linea dei difensori, tra lo stupore di molti.
Un deficit inaspettato, forse, di coraggio, di fantasia, di alternative tattiche che pure il tecnico aquilotto ha dimostrato di saper maneggiare nelle scorse settimane, nei momenti di difficoltà.

La situazione non è certo grave, e il calendario da qui a dicembre vede le squadre di coda impegnate in gradi di difficoltà similari.
Ora tocca a tutti dare qualcosa in più, tirare fuori qualche cilindro dal cappello e pure qualche punto inaspettato per non finire nel terzetto pericoloso e restare appesi al treno che tiene fuori dalla zona rossa.
Lo scorso anno, quella vittoria rocambolesca di Napoli “chiamò” il successivo successo contro la Samp al “Picco”, per un balzo di classifica notevole sul quale i ragazzi di Vincenzo Italiano costruirono un pezzetto importante di serenità e convinzione per affrontare ancor più di petto la lotta salvezza nel periodo a seguire.
La caccia ai punti inaspettati deve sempre essere aperta.

Tra poche ore sarà San SiroInter, sarà un ulteriore appuntamento con la nostra storia, sarà una partita comunque da provare a gustare senza pensare troppo al risultato, nella “Scala del calcio“, contro un avversario formidabile e quei gradoni storici pieni di gente.
Sarà necessario, questo si, uscirne a testa alta qualunque sia il risultato, cercando il modo anche di organizzare un piccolo turn over in grado di far rifiatare quei centrocampisti e quei difensori fin qui costretti a un vero e proprio tour de force, anche se Motta in conferenza ha preannunciato altro.

Un modo per dare ancora minutaggio a giocatori come Reca, Colley, magari Bourabia, che devono trovare al più presto una forma accettabile, mentre davanti Daniele Verde potrebbe tornare al fianco di Nzola, del resto in un momento così delicato è uno di quelli che merita di essere messo “al centro” della lotta.

Dennisi Maggiani

Foto Patrizio Moretti

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