INTER-SPEZIA 2-0 | Goleada evitata, Provedel tiene a galla. Le Pagelle

Provedel ci mette del suo per evitare un passivo pesante, l’esordio di Kiwior fa ben sperare per il futuro, Gyasi e Manaj tengono botta pur senza incidere. Salcedo, Kovalenko e Sala i peggiori…

PROVEDEL – 7,5 Evita il passivo pesante, e per oggi, per questo Spezia che soffre d’imbarcate in trasferta, è già una piccola notizia positiva.

AMIAN – 5,5 Handanovic gli toglie una gioia a fine primo tempo dagli sviluppi di un corner, gioca 45 minuti abbastanza ordinati.

HRISTOV – 5,5 A volte Lautaro, a volte Correa, poi Dzeko e Sanchez, deve vedersela contro dei mostri ma non sfigura. Non dimentichiamoci da dove arriva.

ERLIC – 6 Prova a dare fisicamente fastidio a Lautaro, dirige con puntiglio una difesa spesso messa sotto pressione.

KIWIOR – 6 Esordio in maglia bianca a San Siro per il giovane polacco, peccato il fallo di mano che costa il raddoppio, il potenziale intravisto fa ben sperare.

RECA – 5,5 Ci prova anche a scendere su quella fascia, ma conclude quasi sempre maldestramente. 45 minuti per lui, le sue partite saranno altre..

SALA – 5 Rimbambito e rimbalzato a più riprese dalla mediana interista, non si preannunciava certo un pomeriggio semplice per lui. Spreca l’unico contropiede realmente pericoloso forse dell’intera partita calciando senza pretese anzi che servire Kovalenko in area di rigore.

KOVALENKO – 5 Quasi sempre fuori dal gioco, ma anche quelle poche volte che riesce a ricevere palla e avere due secondi per la giocata non inventa nulla, non porta su la truppa.

GYASI – 6 La sua sufficienza appare spesso scontata, ma non la è, se la suda costantemente, anche dentro partite proibitive. Un tempo da centrocampista e un tempo nel quale è leggermente più libero di annusare la fascia.

SALCEDO – 5 Impalpabile, leggero, poco intraprendente, poco uno contro uno, poco di tutto.

MANAJ – 6,5 Fa rifiatare Nzola e fisicamente tiene botta, da questo punto di vista sa il fatto suo e ce n’eravamo già accorti. Fa una guerra persa in partenza contro tutta la retroguardia interista, gli riesce una conclusione al volo da applausi sul finire di gara.

FERRER – 5,5 Tanta, troppa timidezza.

BASTONI – 5,5 Riposa un tempo, ma questo non gli permette di sgasare e dare qualche piccolo pensiero a Dumfries.

MAGGIORE – 5,5 Anche per Giulio qualche timidezza di troppo palla al piede, da lui ce l’aspettiamo meno. Il suo ingresso porta però a un briciolo di possesso palla in più.

BOURABIA – 6 Bentornato al vero regista di questa squadra, uno che ha passo, tecnica e visione di gioco assolutamente necessari in questa mediana.

VERDE – 6 Discute con Motta in panchina, entra, sbuffa, trotterella, palla al piede ha sempre il suo perché col destro e col sinistro, assieme a Bourabia ci appare giocatore indispensabile per il futuro prossimo perché il calcio non sempre, e non soltanto, è gamba, potenza e percussioni, ammesso non abbia queste caratteristiche in dosi sufficienti.

ALL. MOTTA – 5,5 Che fosse un turno proibitivo lo si sapeva, il suo 5-4-1 ha il merito di intasare le linee di gioco ai padroni di casa, ma l’atteggiamento è fin troppo rinunciatario e i contropiedi sono chimere, contro una difesa interista per la prima volta da inizio anno rabberciata e priva di molti elementi. Un aspetto assolutamente da migliorare, quello dell’incisività nel gioco di rimessa, perché non è la prima partita nella quale i suoi fanno il solletico alla tre quarti avversaria.
Il mini turnover proposto, speriamo, saprà dare qualche frutto per il prossimo impegno casalingo.
L’imbarcata è stata evitata, ora occorre voltare pagina dopo tre sconfitte consecutive. Servono personalità, carattere, qualche scelta coraggiosa in più che non deve necessariamente andare a inficiare l’equilibrio generale tra i reparti.
Liberare gli esterni offensivi ci appare, nell’immediato, quanto mai indispensabile e fruttifero sul lungo periodo, ragionando chiaramente su un discorso di mentalità oltre che di presenza offensiva spicciola.
Forza, da domenica si riparte a caccia di punti.

Arbitro GHERSINI – 5 Magari non sarò tutta colpa sua, ma la spallata di Martinez a Erlic con palla lontana sa di vendetta e andava punita con il cartellino rosso. Lui non vede ma fischia il fallo, poi ammonisce il giocatore più per la rissa che ne consegue che per l’intervento. Il Var doveva intervenire, ma anche lui poteva chiedere di vedere cosa era successo. Il rigore per il fallo di mano di Kiwior a termini di regolamento ci sta, anche se Correa calcia da distanza ravvicinata.

Dennis Maggiani

Foto Patrizio Moretti

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