Nardini e Melley in campo, ma dove sono i programmi?

Dovevano precedere le candidature, invece…

LA SPEZIA – Ma non dovevano discutere prima dei programmi e poi delle candidature? Il mantra della sinistra, che spunta immancabile alla vigilia di ogni appuntamento elettorale, anche questa volta è stato disatteso nei fatti. Dei programmi nessuno ha parlato e sul campo ci sono già due candidati pronti per sfidare Pierluigi Peracchini la prossima primavera: Alberto Nardini e Guido Melley. Il primo formalmente candidato dall’Unione comunale del Pd, il secondo che ha cominciato a battere i quartieri e a incontrare cittadini e ha aperto una postazione pronta a diventare un point elettorale. Melley non ha presentato la candidatura ufficiale ma è forte del lavoro fatto in consiglio comunale e delle battaglie di cui è stato indiscusso protagonista.

Nardini e Melley sono candidati forti e autorevoli ma due galli in un pollaio non si fanno smancerie. E nel centrosinistra, infatti, il clima è tutt’altro che idilliaco. Lorenzo Forcieri (Avantinsieme) ha subito assestato la prima stilettata a Melley, il quale aveva bocciato le primarie chieste dal senatore. «Ben gli sta» è la traduzione del più felpato commento di Forcieri che vede nel candidato Nardini le caratteristiche richieste: espressione della società civile, non collegato a precedenti esperienze politiche, impegnato nel sociale. Nardini è un medico stimato che ha girato il mondo negli ospedali di Emergency e che ha fatto della generosità e dell’aiuto ai più fragili una ragione di vita. Moreno Veschi di Articolo Uno è disposto a sostenerlo purché si costruisca una maggioranza ampia e coesa aperta ai 5 Stelle ma chiusa a Italia Viva. Italia Viva che per bocca di Antonella Franciosi, invece, dice di voler partecipare alla coalizione di centrosinistra.

Ma su quali basi, con quali programmi, con quali messaggi da trasmettere alla città per riconquistare l’amministrazione? Questo, come si diceva, è ancora tutto da costruire. Ed è su questo che si giocherà la partita di primavera, e non solo sull’autorevolezza e l’affidabilità di chi sarà il candidato. L’amministrazione presenterà ai cittadini il bilancio delle cose fatte (ha cominciato a farlo da parecchio tempo, in verità) e indicherà i traguardi futuri. Il centrosinistra, che rimprovera puntualmente gli avversari di non avere una “visione” del futuro, dovrà illustrare la sua e dire come intende cambiare la città anche sulla spinta della rivoluzione ambientale e tecnologica che ci apprestiamo a vivere.

Renzo Raffaelli

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