Molti infermieri ancora senza terza dose

LA SPEZIA – Anche l’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia spezzina, l’OPI, ha avviato le procedure di controllo sull’obbligo vaccinale, come prevede il DL 172 del 2021, che attribuisce a tutti gli Ordini nazionali delle professioni sanitarie italiane la verifica dell’assolvimento di questo obbligo.

Naturalmente la disposizione normativa riguarda anche la terza dose, o dose booster.

Gli infermieri sono infatti obbligati – come tutti gli altri Professionisti sanitari- a completare il ciclo vaccinale, pena la sospensione dall’Albo, una eventualità che comporta la impossibilità di esercitare la professione in qualunque forma.

Il Decreto 172, in accordo con le nove Federazioni Nazionali degli Ordini, prevede la consultazione di una Piattaforma Nazionale che riporta i dati di tutti gli iscritti dal punto di vista della sola effettuazione, o meno, della vaccinazione, con un passaggio normativo dedicato al trattamento dei dati, subito soddisfatto anche da questo ente.

Da una prima verifica sulla piattaforma nazionale, esclusi i circa trentacinque infermieri iscritti ad OPI La Spezia già sospesi dalle precedenti verifiche effettuate dalla Autorità Sanitaria (già confermate, se non si sono avute variazioni delle singole situazioni), e dunque già noti, non risultano in regola altri 250 professionisti.

Possono sembrare molti ma, naturalmente, ogni situazione dovrà essere verificata, ed infatti molte di queste inadempienze sono dovute a un ritardo, in buona fede, della somministrazione della dose booster, o perché il ritardo è stato programmato, in quanto l’infermiere è risultato positivo poco prima della già prevista somministrazione.

Naturalmente, ed è qui il senso del nostro comunicato, non intendiamo procedere senza prima contattare i singoli iscritti e questo avviene con una precisa ‘’lettera d’invito’’ predisposta, sulla base delle indicazioni del DL, dagli uffici legali della nostra Federazione Nazionale.

Inoltre vi sono certamente professionisti, anche se in misura numericamente modesta, che non possono essere sottoposti a vaccinazione, o a dosi aggiuntive, e questo – attenzione- secondo le ulteriori interpretazioni del DL può essere certificato esclusivamente presentando all’Ordine di appartenenza un certificato del proprio Medico di Medicina Generale (MMG).

La comunicazione avviene, da parte degli Ordini professionali, con l’invio di una PEC (mail di Posta Elettronica Certificata): come sanno i colleghi iscritti, che abbiamo iniziato ad informare sul punto già nel Luglio del 2020, dopo molti anni di obbligo senza sanzione dal Settembre del 2020 esiste una precisa legge nazionale, la numero 120, che impone a chiunque si trovi in un albo professionale (non solo infermieri, e non solo sanitari) la attivazione di un ‘’domicilio digitale’’, cioè una PEC.

Chi non ha ancora attivata una PEC viene sospeso, ed anche in questo caso – come nel caso delle verifiche da DL 172- gli Ordini sono obbligati a procedere, nei confronti degli iscritti, come disposto molto chiaramente dalla norma: per cercare di dare un aiuto, noi abbiamo acquistato delle caselle PEC e possiamo fornirle a chi, ancora, ne risultasse sprovvisto: i colleghi ancora senza casella PEC (assai pochi) possono contattare la nostra segreteria; su questa e tutte le altre info il nostro sito www.opilaspezia.it è regolarmente aggiornato, anche con una App dedicata che permette di ricevere subito ogni nuova comunicazione, ed una costante presenza sugli altri social.

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