Su: don Luca Palei | Giù: Matteo Cozzani

SU
DON LUCA PALEI
Direttore della Caritas spezzina

L’UOMO DELLA SOLIDARIETA’
E’ LO SPEZZINO PIU’ AMATO

E’ lui il personaggio più amato del 2021. Nel sondaggio on line lanciato dalla Nazione don Luca Palei ha sbaragliato la concorrenza che pure era agguerrita. A contendergli quel riconoscimento c’erano attori, musicisti, sportivi e professionisti apprezzati. Ma non quanto il parroco della Chiesa dei Santi Giovanni e Agostino che da anni dirige la Caritas e ne ha fatto, come ha scritto Franco Antola, una poderosa macchina della solidarietà al servizio degli ultimi.

Più che le parole possono i numeri dare l’idea del lavoro che fa la Caritas diocesana: 100 dipendenti attivi nell’organizzazione, 21 mila persone aiutate nel corso dell’anno, mille pasti forniti ogni giorno in provincia e poi la capillare rete assistenziale di cui fanno parte alcune cooperative. Un impegno a 360 gradi che garantisce ad una platea di persone che ogni anno si allarga una ricca tipologia di servizi: non solo alimenti ma anche vestiti, servizi legali, assistenza psicologica, microcredito e altro ancora. C’è, ad esempio, anche la Comunità educativo-assistenziale della Casa sulla roccia alla Chiappa dove una dozzina di ragazzi dagli 11 anni in su vivono con gli operatori.

Ma dove trova le risorse don Luca? Lo spiega lui stesso: “Dall’8 per mille in primo luogo. Poi ci sono i contributi dello Stato e quelli per i migranti che sono oggetto di contabilità separate. Un sostegno significativo arriva da enti e aziende e poi dai privati. Ci sono grandi benefattori che vogliono restare anonimi”.


GIU’
MATTEO COZZANI
Sindaco di Portovenere

QUELL’ANGOLO DI PARADISO
CHE SERVE A FARE CASSA

C’è una parte della sua comunità che si è mobilitata per impedire la vendita di un rustico in un appezzamento con vista mozzafiato, ci sono una trentina di comitati e associazioni ambientaliste che hanno lanciato una petizione (quasi 40 mila firme) per bloccare la privatizzazione di quell’angolo di paradiso, ma lui fa spallucce e tira dritto per la sua strada. Anche quando la Sovrintendenza gli comunica che quell’appezzamento di terra con ulivi secolari merita attenzione.

Matteo Cozzani considera l’asta per l’alienazione di quel bene una necessità a causa delle risorse limitate del Comune e puntualizza che la decisione di vendere l’ha presa, a maggioranza, il consiglio comunale eletto dai cittadini, unico organo deputato a farlo. Ma che vuol dire? Che votando una volta ogni 5 anni i cittadini firmano una sorta di cambiale in banco e perdono il diritto a organizzare proteste e firmare petizioni quando non sono d’accordo con le decisioni del Consiglio comunale? Un sindaco deve sforzarsi di rappresentare l’intera comunità e non solo una parte di essa e comunque non è politicamente intelligente ignorare l’opinione pubblica, come sembra intenzionato a fare Matteo Cozzani.

Intervistato, il sindaco s’è lamentato degli slogan suggestivi e manipolatori (“Non si vende un angolo di paradiso”) che hanno conquistato spazi sui mass media. Ha ragione. Sarebbe un’impresa disperata trasmettere suggestioni positive dicendo, come fa lui, che vendere al privato significa valorizzare un bene.

Renzo Raffaelli

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